> Chiacchiere in cucina...: 2008

Chiacchiere in cucina... dove la paranoia è regina

Ricette e riflessioni di una donna con la gonna.

giovedì 4 settembre 2008

NON C’È NIENTE CHE SIA PER SEMPRE

I still do

I'm not ready for this,
Though I thought I would be.
I can't see the future,
Though I thought I could see.

I don't want to leave you,
Even though I have to.
I don't want to love you.
Oh, I still do.

Need some time to find myself.
I wanna live within.

Can I go my own way?
Can I pray my own way?
I don't want to leave you.
Oh, I need you.

Am I ready for this?
Did I think I would be?
Can I see the future?
No, I can't see.

I don't want to leave you,
Even though I have to.
I don't want to love you.
Oh, I still do.

Era il 1999, o giù di lì, e io ascoltavo questa canzone sul Gherra, direzione Darwin: più di una corsa in pullman, un viaggio della speranza.
Non c’erano Ipod e mp3 vari, quindi la musica me l’ascoltavo dal walkman a cassettine, mandando avanti (o tirando indietro) il nastro con la penna Bic per non sprecare le pile, se no non mi sarebbero durate per il viaggio di ritorno.
Beh, persino allora questa canzone mi stupiva perché sembrava tagliata apposta su di me, scritta per raccontare il continuo incagliarsi dei rapporti con il solito lui; davvero ironico, ricordo ancora la sua scrittura sul dorso della cassetta che mi aveva prestato, le sue lettere allungate e staccate tra di loro.

Ora mi trovo sul balcone di casa mia; sono passati anni ed eventi, il Gherra è un lontano ricordo, il mio Ipod, sebbene ogni tanto mi faccia prendere un colpo perché si pianta inspiegabilmente, suona gruppi nuovi e brani di vario genere.
Eppure questa canzone descrive ancora a perfezione ciò che provo nei suoi confronti.
Ed è questo il momento in cui la filosofa in me esclama: “Cazzo, ma allora nonostante tutto quello che sono riuscita ad ottenere non sono andata da nessuna parte; sono tutt’oggi qui a struggermi per qualcosa che non funzionava un tempo e non procede ora! Ma basta, hai rotto i coglioni!!”.

Giunta a questa conclusione, tra un auto-calcio nel culo e un piagnisteo, vi delizierò con una nuova ricetta light. Perdonate le ennesime paturnie.

ZUCCHINE MAROCCHINE
Ingredienti
Zucchine tonde (1 a testa)
Cous cous grana media (70 gr a persona)
Pomodori
Carote
Menta in polvere

Ingredienti opzionali
Mandorle a scagliette

Lavare le zucchine, tagliarle a metà in modo da ricavare due “emisferi”, scavarle, salarle a piacere (meno è meglio è!) e passarle nel forno a 180° fino a quando non sono arrivate a metà cottura.
Nel frattempo far bollire l’acqua per il cous cous, circa 100 ml per persona, una volta portata ad ebollizione salare e versare il cous cous aggiungendo subito un cucchiaino d’olio ogni 70 gr di cous cous. Mescolare bene in modo che non si formino grumi.
Tagliare a pezzetti i pomodori e le carote e farle saltare insieme al centro delle zucchine in una padella, con un cucchiaino d’olio. Quando le verdure sono pronte, bastano pochi minuti giusto per insaporirle, unire il cous cous e spolverare il tutto con menta in polvere e, se non siete a dieta, con scagliette di mandorle.
Il composto così preparato sarà da versare all’interno delle zucchine e da far passare in forno fino a completa cottura delle verdure.

lunedì 25 agosto 2008

Il mio dolore non esiste

Ragazzi, nonostante il dolore sordo mi stia tormentando: viva la vida!

***Bell'album Coldplay, complimenti***


Ricetta veramente semplice e veramente poco dietetica; suvvia, festeggiamo i -27kg!

TORTA DI MARTE
Ingredienti
Riso soffiato qb
Mars 1 barretta a persona
Latte qb
Fare sciogliere i Mars a bagnomaria con un po' di latte per velocizzare il processo. Quando le barrette si sono fuse completamente togliere la terrina dal fuoco e aggiungere il riso soffiato fino a quando il cioccolato e il riso sono in parti uguali.
Stendere un foglio di carta da forno su una teglia e versarci l'impasto, appiattendolo con un cucchiaio di legno, fino a formare uno strato omogeneo. Fare raffreddare il tutto e poi tagliarlo a cubetti da servire con caffè amaro.

mercoledì 30 luglio 2008

On my own

Ovvero: all I want is someone who can fill the hole in the life I know
Ho recentemente scoperto che Dio esiste e che veramente mi sorveglia e pensa a ciò che è meglio per me.
Il vero problema è che l'Altissimo (o chi per esso, so che i nomi con cui si fa conoscere sono infiniti quanto le Sue vie) non ragiona per nessi di causa-effetto.
Ad esempio, sapeva che stare con una certa persona mi avrebbe fatto star male? Non è che me lo fa capire, oppure mi fa provare per imparare dall'esperienza... no! Lui me lo fa desiderare fino ad arrivare al punto di fare io il primo passo e poi fa sì che l'altra persona mi rifiuti. Insomma, il risultato è lo stesso, io non sto con una persona sbagliata, ma è molto più cervellotico il procedimento per arrivarci.
Lo so che è un discorso blasfemo ma provate a rifletterci. Quante volte avete imparato dalla vita delle lezioni in modo articolato e rocambolesco? La morale deve sempre arrivare all'ultimo?
Mah, lascio un messaggio per chi sta guidando la mia vita: - paranoie; + causa-effetto, danke! (secondo me Dio parla tedesco... non so perché).
Ricettina banale, tuttavia ottima.
RISOTTO AGLI ASPARAGI
Ingredienti per persona
Punte di asparagi 180 gr
Riso basmati 65 gr
Spezie a piacere: noce moscata oppure zafferano o curry
Un cucchiaino d'olio
Sale qb
Lessare o scongelare le punte di asparagi, metterle in una padella e farle saltare con il cucchiaino d'olio e dell'acqua fino a cottura.
Cuocere il riso basmati poi versarlo nella padella insieme agli asparagi, salare e speziare il tutto. Mescolare fino a che gli ingredienti non si sono amalgamati e portare a cottura... buona diuresi!!

venerdì 25 luglio 2008

STANCA DI NASCONDERMI

Ovvero: non provate a criticarmi

Scusate cari, è da quasi un mese che non scrivo, ma appena provavo a buttar giù un post mi rendevo conto che non ne avevo voglia.
E’ difficile delineare la situazione che sto vivendo con delle parole, perciò uso quelle di un gran bel pezzo di gnocco, il bellissimo John Legend… ovviamente chi mi conosce sa a chi mi riferisco, per chi non ha mai sentito la storia che si cela dietro questa canzone… beh, non vi siete persi granché.

USED TO LOVE YOU
Maybe, it's me, maybe I bore you
But no no, it's my fault,'cause I can't afford you
Maybe baby, Puffy,Jay-z
would all be better for you
'Cause all I can do is love you
Baby when I used to love you
There's nothing that I wouldn't do
I went through the fire for you, anything you asked me to
But I tired of livin this lie
It's getting harder to justify
Realized that I just don't love you
Not like I used to
Maybe, I should rob somebody
So we could live like Whitney and Bobby
It's probably my fault, my bad, my loss
But you are above cost
'Cause all I could do was love you
Baby when I used to love you, there's nothing that I wouldn't do
I went through the fire for you, anything you asked me to
But i'm tired of living this lie
It's getting harder to justify
Realized that I just don't love you
Not like I used to
Do you remember when I used to love you
Baby no not any more,(I don't)love you
Ooohhhh, I love youAnd you're gonna miss me now
Baby when I used to love you
There's nothing that I wouldn't do,
I went through the fire for you, and i'm not gonna play the fool
No I can't live this lie, and I can't justify, and I can't make you my wife
'cause I don't love you
Not like I used to do
OH I USED TO LOVE YOU(USED TO LOVE U)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(NO NOT ANY MORE)
OH I USED TO LOVE YOU(USED TO LOVE U)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(I BET YOU MISS ME NOW)
OH I USED TO LOVE YOU(YOU'RE GONNA MISS ME NOW)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(I BET YOU MISS ME NOW)
***altra canzone***

Ricetta ottima e abbastanza light.

POLPETTONE DELLA NONNA
Ingredienti (dosi per 4 persone)
4 cucchiaini d’olio
Scalogno 150gr
Peperoni rossi e gialli 150gr
Vitello tritato 400gr
Parmigiano grattugiato 120 gr
Pane grattugiato 150 gr
Yogurt magro 60 gr
Peperoncino a piacere
Sale e timo q.b.

Far rosolare i peperoni a pezzetti con l’olio e lo scalogno. Versare le verdure in una ciotola e impastarle insieme agli altri ingredienti. Mettere l’impasto ottenuto in uno stampo rettangolare antiaderente da forno e cuocere per circa 45 minuti.

domenica 29 giugno 2008

PERCHE’ SIA BEN CHIARO

Ovvero: diciamo tutti in coro “Orsù, basta”
But I don't want to play the part
And I don't want a taste of victory
No I don't want to read your thoughts anymore
My God...
'Cause today my heart swings
Yeah today my heart swings
Cause I've got a chance for a sweet saint life
I said I've got a dance, it moves into the night
Well I've got a plan, look forward in my eyes
But today my heart swings...
Interpol – Heinrich maneuver

Non voglio far parte di questo tuo gioco e non voglio neanche vincere, non voglio più essere costretta a leggere/sentire le tue paranoie… mioddio…
E intanto oggi il mio cuore oscilla (anche se presto sarà fermo e deciso)
Perché ho finalmente una possibilità di vivere una vita tranquilla e positiva, conosco il modo di affrontare la notte ed ho un piano, adesso guardami bene negli occhi.
Ma oggi il mio cuore oscilla.
Traduzione molto libera della Marchesa

Una ricetta di un dolcino, calorica ma non in modo esagerato, per addolcire l’amaro in bocca...
...dedicata a Iker Casillas, sogno a luci rosse delle mie notti europee, anche se mammone!

STRUDEL DI MELE
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
4 mele renette
Cannella in polvere
1 noce di burro
2 cucchiai di zucchero
Zucchero a velo

Ingredienti opzionali
Uvetta
Noci spezzettate grossolanamente
Gocce di cioccolato

In un pentolino fondere il burro con lo zucchero, unire le mele sbucciate e tagliate a cubetti, un po’ di cannella e cuocere per 10 minuti a fuoco moderato fino ad ottenere una purea.
Srotolare la pasta sfoglia, bucherellare la sfoglia con una forchetta, mettere la purea di mele al centro della sfoglia, creando una striscia di mela. Aggiungere, se gradite, le noci, l’uvetta e le gocce di cioccolato.
Chiudere la sfoglia a rotolo inumidendo leggermente i bordi della sfoglia.
Disporre su di una teglia protetta con carta da forno e cuocere in forno per 20’ a 200°C. Servire lo strudel con lo zucchero a velo.

mercoledì 18 giugno 2008

18 giugno 2000 – 18 giugno 2006

Ovvero: Auguri Simoneeeeeeee

Due date fondamentali, due giorni che non scorderò mai.
Auguri mio piccolo Simone, tu che hai reso la mia vita piena di gioia e di motivi per tener duro.
Grazie a voi che quel 18 giugno 2000 mi avete dato forza e serenità.
Ricettina mediterranea

CACIUCCO MARINO*
*Marino poiché me l’ha suggerito Vale Marino, ihihih

Ingredienti
Passata di pomodoro (2 bicchieri ogni 100gr)
Peperoncino o curry a piacere
Anelli di totano (100gr)
Olio q.b.
Ingredienti optional
Polpo
Gamberetti
Pane per le bruschette

Mettete gli anelli di totano scongelati o freschi in una casseruola e fateli saltare per 5 minuti con poco olio (un cucchiaino a persona). Se volete rendere il caciucco più ricco potete aggiungere anche pezzetti di polpo precedentemente lessato e pulito e dei gamberetti. Insaporire il pesce con del peperoncino o del curry e poi aggiungere la passata di pomodoro. Portare a cottura, tendenzialmente il piatto è pronto quando il sugo si è ben ristretto.
A parte far abbrustolire delle fette di pane che serviranno per “scarpettare” il sugo.

domenica 8 giugno 2008

Lobotomia portami via

Ovvero: le mie overdose di Interpol e serie tv

Credo che uno dei miei più grandi problemi, ma anche dei miei maggiori punti di interesse, sia l’incessante lavoro del mio cervello, un ronzio attivo 24/24h, compresa la fase sonno (non vi sto neanche a raccontare i miei sogni perché sono più complicati e articolati di un saggio filosofico).
Io riesco a crearmi il problema, sviscerarlo, immaginare un dialogo con la persona o l’ambiente che riguarda il problema, affrontare così una discussione, creare i miei punti di vista e anche quelli della controparte, battere e controbattere tutto da sola.
Ogni volta che c’è qualcosa a cui tengo che mi deve capitare il giorno dopo io passo tutta la sera a dipingermi scene in testa per ogni particolare che possa andar male, in modo da sentirmi preparata ad ogni evenienza e sapere come comportarmi se la cosa si realizzasse davvero.
Litigare con le persone è davvero arduo perché quando sono arrabbiata la mia mente si sdoppia, e se da una parte ci sono tutte le mie ragioni, dall’altra mi si fabbricano in automatico tutte le giustificazioni.
Il mio cervello si focalizza anche su cazzate, come sul perché il giochino del “se vedo la striscia di un aereo per prima allora qualcuno mi ama” non funzioni mai (se ci tenete a saperlo è perché è praticamente impossibile vedere per prima la striscia in una normale città come Torino dove ci sono circa 900 mila persone di passaggio o residenti e di cui almeno una buona fetta ha la possibilità di vedere il cielo nello stesso momento in cui lo stai vedendo tu).

Avrete dunque capito che cazzo di casino c’è nella mia testa e sono sicura che vi chiederete come ho fatto fino adesso a non andare in overload.

La risposta è che ci sono andata molte volte, arrivando a crisi di panico, gastriti e ultimamente (per non farsi mancare nulla) asma incessante che dura giorni interi.
Nel corso degli anni ho sviluppato diversi modi per “svuotarmi” il cervello, per dare un po’ di pace ai miei neuroni impazziti. Uno di questi, forse il più efficace ma anche il più dannoso, era il cibo. Pensare a cosa avrei mangiato mi infondeva una sicurezza e una pace incredibile. Mi svegliavo in piena notte con il solo pensiero di mandar giù qualcosa e tutto era passato, tutto era calmo e tranquillo.
Ovviamente questo meccanismo ha creato notevoli problemi al mio fisico, quindi sono dovuta passare ad altri modi per entrare in una sorta di modalità stand by per il cervello, ad un livello di lobotomia che permetta alla mia testa di riposare, di razionalizzare e riordinare le idee.
E qui entrano in scena le serie tv.
Io sono un’appassionata di serie tv, ne guardo molte, le “compro” da Internet, me le faccio passare etc etc.
Mi piace far nottata con dosi massicce di episodi, soprattutto con il Dr House, Lost, ma anche cose più leggere come Scrubs e Will e Grace.
Vedere i problemi dei personaggi, immedesimarmi nelle loro storie mi distoglie un po’ dalla mia realtà ed empatizzare con le loro paturnie mi permette al tempo stesso di sfogare la mia tendenza masochista di voler sempre cercare di sfrucugliare le situazioni e di prenderne distanza… alla fine non è mai la mia vita, e anche se va di merda la storia io sono al sicuro e salva, non tocca a me risolvere quel casino.

Una delle serie tv che riesce di più a farmi staccare il cervello è Grey’s Anatomy.
Attenzione, non fraintendetemi, a me fa proprio schifo Grey’s Anatomy.
Lo trovo stucchevole, irreale, i personaggi sono caricature, ma su di me ha più effetto di un acido, mi azzera ogni pensiero. Mi metto davanti allo schermo e subisco passivamente tutte le lamentele di quella slavata anoressica che tenta il suicidio perché è troppo figa, sta con quel piacione di Patrick Dempsey, è laureata e fa il lavoro per cui ha studiato, ha una mega villa che divide con amici che le stanno vicini e non la mandano mai a fanculo come si meriterebbe. Ok, è vero, la madre ha l’alzehimer e non l’ha mai appoggiata né approvata né fatta sentire amata… bimba bella, mettiti in fila… mia madre lo fa in continuazione e non avendo nessuna malattia se non un innato schifo per se stessa, riesce ad avere la lucidità giusta di sfracanarmi le palle ogni volta che ci sentiamo.
Non so spiegarvi come mai ma tutto questo mi permette di staccare la spina, godermi un’oretta di meritato riposo e sfogare le mie frustrazioni odiando quella troietta con tutte le mie forze.

Quando invece ho qualcosa a cui pensare di davvero importante, qualcosa a cui tengo molto e che mi occupa troppo la testa o il cuore allora c’è solo una cosa che mi dà pace… gli Interpol.
Non so se li conoscete, se non vi piacciono probabilmente penserete che le loro canzoni in fondo in fondo si assomigliano un po’ tutte, che la voce del cantante, nasale e strascicata, sia un po’ fastidiosa, etc etc., ma ogni volta che io ascolto brani come “Evil”, “Slow hands”, “Obstacle 1 e 2”, “No I in threesome” non posso far a meno di entrare in un mondo parallelo, teso ed etereo, che crea in me la situazione ideale per mettere a posto le mie faccende, per sistemare le cose, per decidere il da farsi. A febbraio sono riuscita ad ascoltare in loop per circa 2 ore la stessa canzone, finché non sono uscita dalla trance estatica in cui la loro musica mi getta. Questo post è stato pensato e scritto durante una sessione da circa 1 ora di “Evil” messa e rimessa in continuazione.

Perché raccontarvi tutto questo? Non so, devo solo soffrire io delle mie paranoie?

Con questa riflessione chiudo questo post abbastanza inutile e vi regalo una ricettina leggera, soprattutto se rinunciate al marsala… anche se è proprio un peccato perché è un po’ l’anima del piatto.

STRACCETTI ALLA RUCOLA
Ingredienti
Vitello o bovino 100gr a persona
Rucola (150 gr a persona)
Marsala (1 bicchierino piccolo a persona)
Olio e sale q.b.

Tagliare a listarelle il vitello o il bovino, farle saltare in una padella con un cucchiaino d’olio fino a far rosolare la carne. Quando la carne è dorata da ogni lato, salare e abbassare la fiamma, aggiungere la rucola precedentemente lavata e il marsala per farla appassire, portare tutto a cottura e servire.

martedì 3 giugno 2008

Make your own kind of music

Ovvero: bozzolando a spallate

Ci sono cose che più le vivi meno le sopporti.
Come quelle che vengono a lavoro (o in una qualsiasi sala studio universitaria) e devono per forza indossare il tanga e i pantaloni a vita bassa, passando metà del tempo a lamentarsi perché gli uomini fanno capannello dietro la loro scrivania.
Come tutte le pubblicità della Lines in cui noi donne siamo dipinte come delle specie di animali celebrolesi.
Come quelli che ti chiedono come stai, pur non volendolo sapere.
Come una qualsiasi delle speaker di RTL 102.5, che hanno voci fastidiose come punti neri sul culo, in particolare quelle che sforzano l’accento in inglese.
Come Paola Maugeri, senza commento.
Come quelli che tu gli confidi una cosa e il giorno dopo lo sa il mondo intero.

Ma è bello nonostante tutto svegliarsi al mattino ed essere contenti, tirare su le tapparelle e gioire di un lampo di sole che ti scalda le ossa.
A spallate sto uscendo dal mio bozzolo di cattivo umore.
E scoprire che sai cucinarti una pasta che ti abbassa la circonferenza cosce… beh, è il massimo.

FARFALLE ZUCCHINE E GAMBERETTI
Ingredienti
Farfalle 80gr (consiglio i “piccolini” Barilla, che sembrano di più)
1 zucchina piccola
100 gr di gamberetti (surgelati o freschi)
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino d’olio e sale q.b.

Far saltare in padella con il cucchiaino d’olio i gamberetti (farli scongelare prima se non sono freschi) per 5 minuti a fiamma viva, aggiungere le zucchine mondate e tagliate a pezzetti, abbassare la fiamma e lasciar cuocere aggiungendo un po’ d’acqua in modo che non si attacchino.
Quando sono quasi pronti aggiungere lo zafferano, un po’ di sale e terminare la cottura.
Nel frattempo lessare le farfalle in acqua salata, scolarle e versarle nella padella con zucchine e gamberetti. Mescolare bene per far amalgamare il sugo alla pasta, spadellare e servire.

giovedì 29 maggio 2008

La malinconoia

Ovvero: mea culpa

Carissimi lettori,
è proprio vero, vi ho snobbati… è praticamente una settimana che non posto nulla e le ricettine languono!
Vi chiedo umilmente perdono ma sto vivendo una fase di scazzo alla risposta acuto, non sopporto più nessuno, ho una paresi facciale che mi impedisce il sorriso, il mio dottore è tutto contento dei miei progressi e io non riesco nemmeno a sentirmi un po’ galvanizzata.
Naturalmente questa infinite sadness porta con sé i soliti problemi… in poche parole mi mangerei pure Gesù Cristo con tanto di croce e spine!

Insomma sono diventata la versione femminile di Marco Masini.

Giurin giurello che ce la sto mettendo tutta ma ogni giorno è peggio e il diluvio universale non aiuta certo, e il fatto che mi sia venuto l’asma da stress si può definire la ciliegina sulla torta.
Lo so che nell’iniziare questo blog mi ero impegnata a non sfracanarvi i maroni con le mie paturnie ma diciamo che è una promessa da marinaio, se c’è una a cui piace parlare dei cazzi suoi sono proprio io, sto seriamente pensando di metter su un talk show.
La ricetta di oggi non può perciò essere dietetica e deve assolutamente contenere del cioccolato (almeno per iscritto fatemi sognare).

TORTA SACHER FOR DUMMIES
Ingredienti

1 scatola di impasto per torte sacher marca Cameo
1 busta di glassa di cioccolato
3 uova
120 gr di burro
1 confezione di marmellata di albicocche

Anche se alcuni di voi si scandalizzeranno, a volte le cose buone possono essere anche semplici e dozzinali, come le torte Cameo. Fate bene attenzione, non sto parlando di quelle “versa e inforna” che non lievitano mai, ma di quelle che trovate nei supermercati vicino alle cazzatine per guarnire le torte, alla farina e ai savoiardi.
Tra tutte le possibili scelte c’è proprio il preparato per sacher, ideale per una torta del diametro di ca. 26 cm.
Seguite alla lettera le istruzioni sulla scatola, vi diranno semplicemente di mixare con un frullino elettrico o a mano tutti gli ingredienti tranne la glassa e la confettura di albicocca, poi di versare l’impasto in forno alla temperatura indicata e una volta cotta la base lasciatela raffreddare per almeno 2 ore, poi tagliate la torta in due orizzontalmente e farcitela con la confettura.
Nel frattempo fate scaldare la glassa in una pentola d’acqua in modo che si sciolga e poi spargetela sulla torta con un coltello senza lama. Vi consiglio di usare sia la confezione presente nella scatola Cameo che un’altra comprata a parte così la “crosta” di glassa viene più spessa. Lasciate raffreddare il tutto e slurp!
E poi tranquilli… viene talmente buona che potete spacciarla per home made.

venerdì 23 maggio 2008

With a little help of my friends

Ovvero: gente di un certo livello
Ragaaaaa, grazie di esistere!
Grazie per i libri (finalmente forse ci capirò qualcosa di sto benedetto giapponese), dei pelati, del colino e dell'ormai mitico levatorsoli (oh gioia sopraffina riappropriami del mio feticcio), della tanto agognata ram, della pashmina, dell'"estathe alla pesca - però a me piace al limone - ma si intona meglio alla cucina", della compilescion scacciapensieri (ti ho perdonato Soon, anche se non mi vinci l'estatheo), del fantastico Ipod (!!!! addio mp3 del discount, Ale ti adoro !!!!) ma soprattutto GRAZIE PER LA BELLISSIMA SERATA!
Grazie anche a chi non c'era fisicamente ma riempiva lo stesso la stanza con la sua non presenza (Spech ci si vede presto e Plus stesso posto stessa ora domani).
Vi voglio bene da morire, davvero.
Ps. ricettina rimandata per ovvie ragioni di tempo, questo weekend sarò al mare e penserò a tanti gustosi piatti... e poi devo fare una recensione, vero Soon?

martedì 20 maggio 2008

OK, 25

Ovvero: Happy birthday Marchesa!
Mentre gli anni aumentano i kg diminuiscono... sono a -11.9! Go Marchesa go go!
Questo post è solo per galvanizzarmi, quindi scusate se niente ricettina... ma vi prometto di scrivere presto una porcata in onore del mio comple!

domenica 18 maggio 2008

Arrivederci nonno, ciao.

Ovvero: sto dando i numeri
Questo post lo dedico al mio nonnino, mancato giovedì dopo una vita piena, in cui ha messo al mondo 8 figli, ha avuto circa una trentina di nipoti e 7 bisnipoti (anche se uno è ancora in cantiere).
Sono numeri che fanno la differenza e molti di voi penseranno che ha fatto il suo percorso, doveva ritenersi contento di quello che la vita gli aveva riservato.
Vorrei però citarvi altre cifre che lo riguardano:
5 - sono gli anni che non lo vedevo (pasqua 2003)
0 - sono le volte che sono andata di mia spontanea volontà a trovarlo
1 - l'anno che ha sofferto e in cui sarei potuta andare a salutarlo per l'ultima volta
1000000000 - le scuse che ho campato in aria per evitare la trasferta a Latina
Forse adesso vi sarà chiaro perché sono tre giorni che non smetto di piangere le mie lacrime da coccodrillo...
Perché non sono più andata giù? Molto semplice: perché i miei parenti mi avrebbero fatto un processo per direttissima poiché ero ingrassata e tutto quello che non mi avrebbero detto in faccia lo avrebbero tenuto come argomento di discussione animata e succulenta per le cene di almeno 3/4 mesi dopo.
Il fatto poi che sia una delle poche cugine a non avere uno straccio di storia rende il tutto ancora più gustoso per le loro boccacce.
Anzi a pensarci bene forse sono l'unica single... anche se poi sotto sotto sono innumerevoli i miei parenti che strangolerebbero il loro partner nel sonno, ma questo per loro non fa testo.
Le cose sono due: o metto su cervello ed autostima e me ne sbatto i coglioni del parentado o dimagrisco e basta così.
In ogni caso non voglio più che succeda una cosa simile... non lascerò più morire una persona della mia famiglia senza neanche averle detto addio, o arrivederci.
Ho tanti ricordi del mio nonno... molte volte sono davvero teneri, come quando mi chiamava La Chiarastella.
Insomma nonno: mi dispiace tanto di non esserci stata per te... sappi comunque che ti volevo bene, anche se come al solito non sono stata capace di dimostrartelo.
Ricetta veloce per questo post, anche perché sono troppo giù per pensare, figurati per cucinare.
FAGOTTINI ALLA BRESAOLA
Ingredienti
bresaola
paté di olive nere
formaggio fresco cremoso stile philadephia (gusto più delicato) o robiola (gusto più saporito); aromi vari come timo, origano fresco, menta; erba cipollina.

Prendere del formaggio e mescolarlo insieme al paté di olive, circa mezzo cucchiaio di paté per un cucchiaio di formaggio o secondo gusto. Da un' altra parte mischiare formaggio e gli aromi. Una volta pronti i due composti prendere le fette di bresaola e metterne in mezzo ad ognuna una cucchiaiata. Chiudere i lati della fetta formando un piccolo fagottino, da legare con un filo di erba cipollina. Adagiare i fagottini su un piatto da portata.

giovedì 8 maggio 2008

UN POLLO SULLE SCALE

Ovvero: la circolazione, questa sconosciuta.

Ok, lettori, l’umore cresce il punto vita si riduce, è arrivato il momento di passare al prossimo livello.
Come potrete aver intuito, il mio dottore ne sa una più del diavolo e non solo vuole farmi dimagrire, ma vuole prendersi cura anche degli scempi che si sono compiuti sul mio povero corpo.
Il che vuol dire lotta dura senza paura contro smagliature e cellulite e per fare questo devo riattivare la mia circolazione.
Diciamo che per adesso mi trovo divisa a metà, tronco e braccia abbastanza irrorate di sangue e calde, mentre dalla vita in giù… tracciato piatto, il grande freddo.
Per ovviare a questa catastrofe mi sono stati vietati gli ascensori, devo parcheggiare ad almeno 500 metri di distanza da casa e dal posto di lavoro, le scale saranno per un bel po’ la mia raison d’être.
Niente sport propriamente detti, con il poco che mangio sarebbe una tortura inutile e un’istigazione a delinquere con zuccheri vari per riprendersi dallo sforzo.
Ogni movimento dovrà essere aerobico e continuo, lo scopo non è bruciare i grassi ma riportare il flusso sanguigno là dove non arriva, in modo da smaltire naturalmente la buccia d’arancia.
Devo dire che dopo due giorni sto già odiando profondamente le scale… anche perché non riesco a farne molte, soprattutto quelle del lavoro che sono 12 rampe da 10 scalini l’una… i 120 gradini della morte.
Ovviamente non riesco a farli tutti. Conquisto piano per piano. Adesso dal seminterrato riesco arrivo abbastanza agevolmente al piano terra (40 gradini).
Come ricompensa per aver ascoltato queste mie paturnie vi propongo due ricettine sfiziose a base di pollo.

POLLO AL LIMONE

Ingredienti
Petto di pollo (100gr a persona)
1 limone a persona
Olio e sale q.b.
Ingredienti facoltativi
1 stecca di cannella
Uvetta sultanina (30gr a persona)
Pinoli (30gr a persona)

In una padella far rosolare con un cucchiaino d’olio il pollo tagliato a pezzetti. Quando è dorato da tutti i lati aggiungere il succo di metà limone e il resto fatto a fettine, salare e portare a termine la cottura e far restringere il sughetto.
Per chi non è dieta consiglio di aggiungere al piatto una stecca di cannella, l’uvetta sultanina e i pinoli, per rendere più saporito e gustoso il tutto.

POLLO DOLCE E CROCCANTE (non molto dietetica)

Ingredienti
Petto di pollo (100 gr a persona)
Miele d’uva
Marsala
Granella di nocciole (20gr ogni 100gr di pollo)
Cannella
Olio q.b.
Ingredienti salsa
Mele renette (1 a persona)
Zucchero a velo (2 cucchiai a persona)
Cannella
Succo di limone

In una padella far rosolare il pollo tagliato a pezzetti con un filo d’olio e del marsala. Quando è quasi terminata la cottura e il liquore è evaporato, spennellare i pezzetti di pollo con del miele d’uva e cospargerli con la granella di nocciole e un pizzico di cannella, andando così a formare una crosticina croccante intorno ai bocconcini. Al posto delle nocciole si possono usare delle mandorle a fettine.
Il piatto può essere guarnito ed esaltato con una salsa di mele renette tagliate a pezzettini e fatte cuocere in un pentolino con lo zucchero, la cannella e qualche goccia di succo di limone per evitare che la salsa si ossidi. Lasciar cuocere fino a che i pezzetti di mela non si sfaldano formando così una sorta di composta in cui intingere i pezzetti di pollo.

domenica 4 maggio 2008

Essere upupe nel vento

Ovvero: qualcuno m’ignora.

Tre giorni in quel di Briançon a respirare aria senza pollini, rilassarsi, far sport, mangiare kg su kg di verdure, arance e fragole, leggere ma soprattutto sparar cazzate a raffica!

Grazie mie care Upupe, soprattutto per avermi aiutato a comporre la nostra prima hit, una cover della mitica canzone di Gloria Gaynor “I will survive”, riarrangiata in chiave dieta.
Ve ne propongo il testo contro i grassi che si depositano sui nostri fianchi e sulle nostre pance, rovinandoci la vita… in tutti i sensi.

I WILL SURVIVE
di K, Plus, Kello e Hypo

At first I was afraid
I was petrified
Can’t think how could I ever live
Without you in my belly
But then I spent so many nights
Thinking how you got me fat
And I’ll grow thinner
And learn how to shut my mouth!

And so you’re back
In front of me
I’d just walk in to find
That tasty look upon your cream
I should have bought a fucking lock
I should have made you leave my kitchen
If I had none but just one second
You’ll be back to tempt me.
So now go,
Walk out the fridge
Just go to garbage
Cause you’re not welcome anymore
Were you the one who tried to give me cellulite
D’you think I’d eat you?
D’you think I’d get XL again?

Chorus
Oh no, not I,
I will survive
As long as I know how to eat
I know I’ll be so hot
I got all my fruit to eat
I got all my fat to give
And I’ll survive, I will survive.

And it took all the strength I had
Just not to swallow all
Kept trying hard to avoid stress
For my little scale
And I spent, oh, so many nights
Just feeling sorry for myself
I used to cry
But now I wear all my skirts tight
And you see me
Somebody new
I’m not that chubby hungry person
Still in love with you
And you felt like seducing me
And just expect me to be in
But now I’m saving all my stomach
For a perfect healthy meal

So now go,
Walk out the fridge
Just go to garbage
Cause you’re not welcome anymore
Were you the one who tried to give me cellulite
D’you think I’d eat you?
D’you think I’d get XL again?

Chorus

La ricetta di oggi non è leggerissima, ma è davvero buona e basta non associarla alla pasta o al pane per evitare troppe calorie.

PATATE ALLA PROVENZALE

Ingredienti
Patate di piccole dimensioni (2 a testa)
Pomodorini
Olive nere taggiasche o di Gaeta
Peperoni rossi
Timo
Origano fresco
Rosmarino
Salvia
Olio e sale q.b.

Sbucciare le patate e fare dei tagli orizzontali stando attente a far sì che non si rompano. Massaggiare le patate con del sale in modo che penetri bene all'interno dei tagli e farle cuocere per circa 10 minuti in acqua bollente. Tagliare a pezzetti i pomodorini, a fettine i peperoni e le olive e adagiarle su una teglia. Mettere sopra le patate, cospargere con un cucchiaino d’olio a persona e le spezie. Passare in forno a 180° fino a completa cottura delle patate (circa 20 minuti). Ogni tanto bagnare le patate con il sughetto formato dalle verdure e l'olio per insaporirle.

giovedì 1 maggio 2008

I giorni del carboidrato


Ovvero: quando il fegato va in vacanza.

Buongiorno miei cari amici e auguri a tutti i lavoratori… lo so che in teoria non si fanno gli auguri per una festività come il primo maggio (come gentilmente mi hanno fatto notare le mie stronze colleghe ridendomi in faccia), ma visto i tempi che corrono e la precarietà selvaggia direi che chiunque abbia un lavoro deve farsi un grande augurio… quello di mantenerlo!


Cambiamo discorso, non volevo scrivere un post polemico/socio-politico, mi basta buttar giù le solite quattro cazzate sulla mia dieta.



Ebbene sì, cari, è tempo di exit poll e di aggiornamenti sull’andamento, non credete?
Ormai è quasi un mese che seguo questa cura con annessa simil dieta e, oltre al miglioramento delle mie condizioni di salute, sono riuscita a perdere la bellezza di 7kg! Ok, lo so che se mi vedete non ve ne accorgete, ma perché il mio corpo sa mascherare bene l’adipe, quando sono ingrassata di quei 7kg non ve ne siete accorti più di tanto e così anche quando li ho bruciati!
La strada è talmente lunga che ancora non mi va di gioire più di tanto, ovviamente da adesso in poi il ritmo di perdita del peso calerà vistosamente, questo era solo l’inizio, ma già questo piccolo risultato mi sta dando tante forze per continuare.



L’unico problema è che adesso mi sto riempiendo di sfoghi, perché a forza di mangiare tutti i giorni, a pranzo e a cena, le proteine, il mio fegato, che deve metabolizzarle, sta andando in paranoia per troppo lavoro.



Il dottore mi ha detto quindi di far fare il ponte lungo non solo alla sottoscritta (yeppa yeppa) ma anche al mio fegato… lo mandiamo proprio in vacanza!
Per questi 4 giorni, infatti, ZERO proteine, devo raddoppiare le quantità di verdura (arriverò quindi a mangiare quasi mezzo chilo di ortaggi a pranzo, help) ma soprattutto: CARBOIDRATI A PRANZO E A CENA!!!
Ovviamente le quantità di pasta/pane/riso rimangono sempre minime, ma il pensiero della pasta a mezzogiorno mi fa lacrimare di felicità!



Il dramma adesso è come condire sta cavolo di pasta… davvero, non ne posso più di pasta alle verdure, pasta con la caponata, pasta al sugo senza olio, pasta al curry, pasta alle erbe aromatiche, pasta alle zucchine e zafferano o a tutte le varianti delle suddette ricette con il riso.
Accetto ogni suggerimento che comprenda la pasta o il riso e le verdure… ho bisogno di ispirazione!
In cambio vi offro una ricetta non dietetica ma buonissima… mamma mia che sogno…

PENNE ALLA PERESTROJKA
Ingredienti
Penne rigate
Passata di pomodoro
Salmone affumicato
Vodka liscia
Panna da cucina
Sale, pepe, olio q.b.

Tagliare il salmone a piccoli pezzi e metterli a rosolare a fiamma viva con un po’ di olio in una padella. Bagnare il tutto con un po’ di vodka liscia e lasciare che il salmone la assorba bene. A quasi fine cottura aggiungere la passata di pomodoro e farla restringere abbassando la fiamma. Salare e pepare. Quando il sugo è pronto aggiungere due riccioli di panna, mescolare bene ed aggiungere le penne precedentemente lessate. Far passare in padella ancora un po’ la pasta, fino a che il sugo non è bello corposo e poi servire.

Una proposta di variante più leggera del piatto può essere fatta con i pomodorini freschi e il salmone a pezzetti fatti passare appena appena in padella con il solito cucchiaino d’olio, il dragoncello, l’erba cipollina e se vi va un po’ di noce moscata. Speziata e abbastanza light.






***grazie all'onnipotente Ambra per la foto***

domenica 27 aprile 2008

La teoria degli psicominchia ® (parte prima)

Ovvero: raccolta di frasi dette (direttamente o indirettamente) alla sottoscritta da sedicenti uomini.

Premessa:
PSICOMINCHIA
: sostantivo singolare maschile. 1. Neologismo stante per persona dotata di minchia fondamentalmente psicotica. 2. Persona di sesso maschile che prima o poi avrà a che fare con la Marchesa di Paradiso.

Frasario:

Frase 1 (la più celebre):
“L’unica cosa che provo per te adesso è stima” (vedi anche la versione abbreviata “ti voglio stima” o quella internazionale “I want you staima”).

Frase 2 (detta da ultra quarantenne sposato con figli):
“Se vuoi usciamo una sera insieme così mi racconti i tuoi problemi d’amore… io e te, da soli”

Frase 3 (detta fra sé e sé dal candidato psicominchia):
“Non la voglio far soffrire, quindi la ignoro”

Frase 4:
Lui: “Siamo troppo amici per stare insieme, manteniamo le cose solo sul piano fisico”
Io: “Ok, allora restiamo che usciamo, facciamo sesso e va bene così”
Lui: “Ma se io volessi di più?”

Frase 5:
“Tu mi piaci davvero, non credo sarebbe giusto iniziare una storia”

Questa era solo la prima di tutta una serie di frasi… non vi preoccupate, l’aggiornerò a breve!

La ricetta di oggi è versatile e si adatta ad ogni tipo di umore e dieta, così quando uno psicominchia vi si avvicina almeno saprete tirarvi su senza ricorrere per forza al cioccolato.

FANTASIA DI PEPERONI GRATINATI
Ingredienti
Peperoni rossi e gialli (1 piccolo a testa)
Manzo tritato (100gr)
Pangrattato (1 cucchiai ogni 100 gr di manzo)
Uovo (1 ogni 100gr di manzo)
Timo
Sale e olio q.b.

Ingredienti optional
Parmigiano grattugiato
Scamorza affumicata
Chiodi di garofano
Zafferano
Curry
Olive di Gaeta o taggiasche

Tagliare in due i peperoni, lavarli e mondarli dei semi e del coso verde (non so il nome e non ho voglia di cercarlo). Passarli al forno a 200° in modo che si ammorbidiscano ma che non perdano la forma. Intanto in una padella far saltare il manzo tritato con un cucchiaino d’olio, il sale, l’uovo sbattuto, il pangrattato e il timo. Quando è quasi cotto spegnere il fuoco e versare il composto sui peperoni. Mettere il tutto in forno a 200° per completare la cottura.

La ricetta si può modificare in molti modi, infatti per insaporire il ripieno si possono aggiungere spezie come il curry, lo zafferano o i chiodi di garofano e fare quindi peperoni con gusti diversi mantenendo però lo stesso apporto calorico.
Se della dieta non ve ne fate nulla, allora potete aggiungere nel ripieno le olive e la scamorza affumicata fatte a pezzettini e prima di infornare i peperoni per l’ultima gratinata spolverare il tutto con abbondante parmigiano grattugiato in modo da formare una deliziosa crosticina sopra.

giovedì 24 aprile 2008

Emozioni di un certo livello

Ovvero: zia Chiara, ti voglio bene.

A volte ci sono giornate proprio di guano di foca belga in cui ti piacerebbe sparire e non farti trovare mai più. Ma come dicevano i Beatles, che due o tre cose le sapevano, when the night is cloudy, there is still a light that shines on me, ed ecco che un esseruncolo biondo di circa 90 cm riesce via etere a toccarti il cuore e l’anima in un modo che ancora non credevi possibile e la tua giornata cambia radicalmente.

Sto parlando del mio figlioccio, che domenica al telefono mi ha detto: zia Chiara, ti voglio bene.

Non so se sa esattamente che cosa significhi tale frase o se è solo un qualcosa che ha imparato da mia sorella come una fochina ammaestrata; mi basta sapere, però, che quando non ci sono chiede di me e che mi associa a ricordi felici.

Ricordo ancora il giorno in cui è nato, quando dopo una notte passata ad aspettarlo giocando a nomi cose città con mia madre è arrivato e poi quando in tangenziale il tabellone segnava 18/06/06 e in quel momento mi sono resa conto che sarebbe stata una data che avrei festeggiato tutta la vita, una data fondamentale.
Questa cura che sto facendo e l’impegno che ci sto mettendo in parte sono un mio regalo per lui. Voglio che la sua madrina non abbia più l’angoscia del farsi fotografare e farmi così un milione di foto insieme al mio cucciolo, in modo da immortalare per sempre ogni momento passato con lui… Ho già sprecato 2 anni della sua vita, non voglio perdere un giorno di più.

La ricetta è dedicata a te Simone, è il pesce che ti piace tanto.

PESCE PERSICO AL CARTOCCIO
Ingredienti
Pesce persico (110 gr a persona)
Limone (2 fette a cartoccio)
Pomodorini (1 o 2 a persona)
Olive nere di Gaeta o taggiasche
Prezzemolo
Basilico
Aglio
Timo
Rosmarino
Origano
Sale

In un foglio di alluminio posizionare le due fette di limone e adagiarvi sopra il trancio di pesce persico, precedentemente pulito da pelle ed eventuali spine. Cospargere con gli aromi (preferibilmente freschi) tritati finemente insieme a uno spicchio d’aglio. Aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti e le olive (se dieta permette). Salare e se volete versare un po’ d’olio, ma vi assicuro che è buonissimo anche senza. Chiudere il foglio di alluminio in modo da formare un cartoccio da mettere in forno a 180° su di una teglia per una ventina di minuti. Aprire il cartoccio per gustare il piatto.

Ps. la stessa ricetta può essere riproposta con altri tipi di pesce, vedi orata, branzino etc, ma il persico risulta essere il più magro (dietologo docet)

sabato 19 aprile 2008

Trova le sette piccole differenze

Ovvero: Marchesa di Paradiso, l’unica che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Non so voi, ma la mia famiglia (a cui oggi manderei un cordiale vaffanculo) è sempre stata appassionata della Settimana enigmistica e per forza di cose io sono cresciuta tra serate a sfidarsi sul Bartezzaghi, linotipie e le immancabili lotte con mia sorella su chi poteva fare la pista cifrata.
Essendo la piccola della famiglia mi venivano lasciati anche i giochini minchioni, stile quali persone in questo disegno non c’entrano nulla etc, ma soprattutto l’impareggiabile trova le 8002 differenze che ci sono tra le due figure.

Oggi vorrei riproporvi lo stesso gioco ma al posto delle figure vi espongo due ricette per la stessa pietanza: il riso alla milanese (o allo zafferano).
Premetto che la differenza sostanziale sta nella preparazione, una infatti è per chi può straficozzarsi ciò che vuole, l’altra per chi deve perdere cifre di kg da far girare la testa.
Buon divertimento!

RISOTTO ALLA MILANESE (“All you can eat” version)
Ingredienti
Riso Arborio (1 bicchiere a persona)
Scalogno (1 o 2 per 4 persone)
Brodo granulare (due misurini)
Zafferano in polvere (1 bustina a persona)
Panna da cucina o in alternativa burro (qualche ricciolo)
Olio e sale q.b.

In una pentola far soffriggere lo scalogno precedentemente affettato a fiamma vivace con dell’olio e un po’ d’acqua. Nel frattempo in un’altra pentola far bollire 1lt d’acqua e aggiungere il brodo granulare.
Aggiungere allo scalogno il riso e farlo tostare nel battuto finché non assorbe il sughetto proveniente dal soffritto, dopo di che aggiungere brodo fino a coprire tutto il riso, salare e abbassare la fiamma. Continuare ad aggiungere brodo ogni volta che evapora. A metà cottura stemperare lo zafferano in un mestolo di brodo e versare sul riso, mescolandolo finché non prende il caratteristico colore giallo.
Quando i chicchi sono diventati morbidi, dopo circa 15-18 minuti, portare a completa evaporazione il brodo e aggiungere un po’ di panna o burro e mescolare bene per mantecare il risotto. Volendo si può aggiungere anche del parmigiano grattugiato per renderlo ancora più saporito.

RISOTTO ALLA MILANESE (light version)
Ingredienti
Riso basmati (mezzo bicchiere a persona)
Scalogno (30 gr a persona)
Zafferano (1 bustina a persona)
Olio e sale q.b.

In una pentola far soffriggere lo scalogno precedentemente affettato a fiamma vivace con un cucchiaino d’olio e due di acqua a persona.
Aggiungere il riso e farlo tostare nel battuto finché non assorbe il sughetto proveniente dal soffritto.
Aggiungere 1 bicchiere d’acqua a persona. salare e lasciare cuocere finché non evapora tutta. A circa metà cottura, quando l’acqua si è ristretta mettere lo zafferano e mescolare in modo che il riso prenda il caratteristico colore giallo.


***19/04/04 – 19/04/08: R.I.P. mio generale, R.I.P. terza e quarta lombare, io e il Maggiore ce la stiamo mettendo tutta per andare avanti, anche senza di voi***

venerdì 18 aprile 2008

Qualcosa che più ce n'è meglio è

Questo post lo dedico agli amici, ai miei amici.

Ci sono davvero poche parole che possono rendere giustizia a persone come voi e quando passano due giorni come ieri ed oggi in cui non vi ho sentiti per nulla, beh, dire che mi siete mancati tanto è riduttivo.

La ricetta, di conseguenza, è dedicata a uno degli storici, visto che da sempre è la sua preferita tra quelle che gli preparo.
Non è propriamente light ma se non eccedete nella mozzarella non vi guasterà troppo la silhouette.

ZUCCHINE TRICOLORI
Ingredienti
Zucchine chiare (1 piccola a persona)
Scalogno (1 quarto ogni persona circa)
Passata di pomodoro (quanto basta per coprire le zucchine)
Mozzarella (mezza mozzarella a zucchina)
Origano, possibilmente fresco
Olio e sale q.b.

Far saltare in padella le zucchine mondate e tagliate a rondelle sottili insieme allo scalogno e a un cucchiaino d’olio a testa, aggiungendo sempre due cucchiaini d’acqua per ogni cucchiaino d’olio.
A metà cottura aggiungere la passata, salare e far restringere il sughetto che si è formato.
Due minuti prima di terminare la cottura aggiungere la mozzarella a dadini e l’origano.

lunedì 14 aprile 2008

PIANO D’EMERGENZA

Ovvero Marchesa, non farlo.

Seguire una dieta è indubbiamente un’esperienza difficile.
Pesare gli ingredienti, fare spuntini a base di frutta, mangiare tonnellate di pesce sono solo una parte del faticosissimo tour de force per bruciare i grassi in eccesso.
Ma il vero problema di essere a dieta è essere me stessa: una persona problematica che sfoga le proprie tensioni e insoddisfazioni mangiando a più non posso.
Se vi rivedete nel mio caso allora sapete benissimo che non basta la forza di volontà o uno specchio gigante per fermare questo meccanismo autodistruttivo… è una spirale che ti cattura e che ti porta a svegliarti in uno stato di semi-incoscienza di notte e arraffare la prima cosa che ti capita a tiro dalla credenza.
Quando mi succede qualcosa di brutto la mia mente corre subito a pensare a ciò che mangerò a
cena o a pranzo di goloso.

Che infinita tristezza.

Ho deciso però di prendere in mano la mia salute ed ergo la mia vita e sono determinata a rompere questo incantesimo che mi porta sull’orlo del cibo ogni volta.
Quello di cui ho bisogno è un PIANO D’EMERGENZA, da usare quando la mia forza viene meno.
Sulle prime pensavo di sostituire il cibo con il sesso, ma alla lunga credo non sarebbe una buona idea, sarebbe sempre una sorta di dipendenza… il giorno che non trovo un partner nel momento di crisi che faccio?
Per adesso ho deciso di raccogliere con il cellulare le testimonianze dei miei amici che mi dicono di tener duro, ma sono disponibile a idee migliori… o a commenti di incitamento eh!
In cambio vi offro una delle mie ricette light preferite:

BOCCONCINI DI POLLO ALLO ZAFFERANO

Ingredienti
Petti di pollo, 110 gr per persona
1 scalogno per persona
1 bustina di zafferano in polvere per persona
1 cucchiaino d’olio per persona
Sale q.b.

Affettare lo scalogno e farlo rosolare nell’olio aggiungendo un po’ d’acqua (due cucchiaini d’acqua ogni cucchiaino d’olio) per evitare che si attacchi al fondo della padella. Quando lo scalogno comincia a prendere colore e l’acqua è evaporata, aggiungere i petti di pollo tagliati a pezzetti. A circa metà cottura, quando il pollo è passato dal colore rosa a bianco, aggiungere lo zafferano in polvere e mescolare in modo da condire ogni pezzetto di pollo. Salare e terminare la cottura.

domenica 13 aprile 2008

L'essenziale è invisibile agli occhi

Ovvero: levatorsoli, mi manchi assai!

Ognuno di noi possiede un luogo che chiama casa e di conseguenza ha anche una cucina.
Se l’abitazione non è di sua proprietà molto probabilmente non avrà la cucina dei suoi sogni ma anche chi ha, come me, la fortuna di avere una casa tutta sua deve affrontare diversi impedimenti che lo allontanano dall’ambiente ideale per cucinare, vedi mancanza di soldi o spazio ***e io sono fiera di combattere con entrambi tutti i sacrosanti giorni***
Davanti a queste difficoltà viene spontaneo chiedersi cosa serve davvero per creare piatti gustosi e pieni di fantasia, quali sono gli strumenti essenziali di un cuoco provetto?
Innanzitutto bisogna specificare che ci sono 3 gruppi di elementi che compongono una cucina: gli elettrodomestici, gli ingredienti e il pentolame vario.
Per quanto riguarda i primi posso affermare con serenità che quelli in dotazione per una qualsiasi composizione per la zona cucina (forno, fornelli e frigo) bastano e avanzano. Forno a microonde, sbattitori, robottini che fanno tutto loro sono un comodissimo di più, permettono di risparmiare tempo e fatica, ma con un po’ di buona lena e pazienza si raggiungono gli stessi risultati anche senza.
Forse l’essenziale con gli elettrodomestici è di saperli usare, per evitare di dover cuocere al pranzo di pasqua una torta salata nel microonde, perché non si riusciva a trovare la parola d’ordine per far accendere un forno, vero Livia? Ihihih
Gli ingredienti sono la parte più facile da ottenere. Se il cuoco ha in testa la ricetta che vuole fare basta recarsi al supermercato e comprare il necessario. Credo che la vera sfida, però, cominci quando si arriva alle 20.05 a casa dopo una schifosa giornata di lavoro o studio, si apre il frigo e si spalanca un deserto freddo, si è stanchi morti e senza alcuna voglia di precipitarsi al carrefour per procacciarsi del cibo. In queste condizioni si vede tutto l’estro e la fantasia che sono essenziali in cucina.
Poniamo poi il caso che uno sia a dieta, quindi non possa aggirare il problema facendo una chiamata a Ciro pizza d’asporto, lì la sfida si sublima e cucinare diventa arte.
Solo adesso capisco quanto genio c’era in mia madre quando ci prometteva orecchiette alle cime di rapa pur non avendo a disposizione né le orecchiette né le cime di rapa!
Infine il pentolame è quello che rende grande uno chef.
Ci sono delle cose che non possono mancare in una cucina, come pentole per cuocere la pasta di varie dimensioni; quanto sono tristi quelle scene quando si vuole fare una spaghettata per tante persone e si deve metter su l’acqua in due o tre pentolini mignon, creando così spaghetti con diverse salature, punti di cottura etc?
Fondamentali sono poi coltelli affilati per tagliare verdure e carne, meglio se di porcellana, che assicurano un taglio perfetto.
Se siete a dieta e potete baloccarvi con un solo cucchiaio d’olio per tutta la giornata dovete inoltre dotarvi di padelle antiaderenti, che vi permettono di fare tutto risparmiando i grassi.
Ogni cuoco, poi, ha degli oggetti-feticci, che possono sembrare inutili, ma diventano essenziali per le proprie ricette preferite.
E’ per questo che ogni notte nelle mie preghiere chiedo al Signore che mi faccia ritrovare il mio adorato levatorsoli… sparito durante l’ennesimo trasloco e ormai dato per disperso nel tragitto da corso francia a via galilei.
Un levatorsoli, per chi non lo sapesse, è un oggettino che permette di togliere il torsolo alle mele senza doverle tagliare.
Lo so che avete vissuto benissimo fino adesso senza possederlo, ma come fareste a fare le mie mele con sorpresa senza di lui?
Ecco a voi la ricetta:

MELE CON SORPRESA
Ingredienti
Mele renette (1 a persona)
Prugne (1 a mela)
Briciole di biscotti o cereali che trovate al fondo della confezione q.b.
Noci
Pinoli
Canella in polvere
Zucchero
Gelato alla panna
Qualsiasi cosa vi ispiri, gocce di cioccolato, canditi, uvetta, amaretti sbriciolati etc

Sbucciate le mele e togliete il centro con il levatorsoli. Posizionatele in una pirofila da forno, riempitele con le prugne, le briciole, le noci, i pinoli etc. Spolverate le mele con la cannella e mettertele nel forno a 180 gradi per circa una ventina di minuti, o comunque quanto basta a renderle morbide non sfaldate. Appena tolte dal forno guarnite ogni mela con una pallina di gelato alla panna ed ecco un dessert sfizioso ma nutriente.

martedì 8 aprile 2008

Incipit

Signore e signori,

un momento di attenzione prego. Lo spettacolo a cui state per assistere è ad alto contenuto paranoico; se ne sconsiglia la lettura a un pubblico realizzato e provvisto di autostima.

Questo che state vedendo è il mio primo blog, indi poscia per cui mi sento in dovere di spendere qualche riga introduttiva per spiegare cosa mi ha spinto a varcare la soglia del world wide web e spiattellare su un template vagamente anni ’50 i fattacci miei.

Devo ammettere che grande merito e plauso per questa opera prima va alla fulgida Ambra, che non solo mi ha spinto a mettere in pratica un’idea che mi frullava in testa da un po’ ma ha anche contribuito fattivamente alla realizzazione della medesima (in soldoni ha fatto tutto lei).

Insomma, quale sarebbe cotanta idea?
Da quando sono nati i blog e soprattutto da quando non sei una cippa di nessuno se non ne hai uno, se non sei iscritto a facebook, se non passi i tuoi pomeriggi su msn o skype, c’è sempre stata in me una voglia latente di creare uno spazio mio, dove dar sfogo ai miei demoni interiori. Il problema è che più vedevo gli esempi già esistenti più una domanda sorgeva spontanea: ma ai navigatori di internet chemminchia gliene frega delle mie paturnie? Di cosa mi è successo questo giorno o quell’altro? Dei miei libri e film preferiti? Bohh.
In poche parole, non volevo usare byte su byte per ammorbare la povera gente innocente capitata per caso sulla mia pagina.

Ultimamente però ho avuto modo di vedere dei blog che mi hanno illuminata, che mi hanno fatto cambiare prospettiva su questo mezzo di comunicazione; spazi dove le persone invece delle parole usano foto per comunicare le proprie emozioni, post in cui si ricerca l’accuratezza nella grammatica e nella sintassi e si cerca di evitare le “x” al posto di “per” e tutte quelle abbreviazioni grottesche che purtroppo entrano ogni giorno di più nel vocabolario di chi è costretto a lavorare con un computer.
Questi esemplari mi hanno finalmente fatto capire qual è l’ingrediente segreto per la riuscita di un blog vagamente interessante: una tematica, un fil rouge che lega gli interventi e che ti attanaglia, che ti spinga a leggere post dopo post e a ritornare per vedere se è stato aggiornato. Uno spazio che possa essere anche vagamente utile, che porti idee nuove, che arricchisca.
Ecco, questo è quello che vorrei che diventasse My kitchen paranoia, anche se so che non è un’impresa facile e non ho sicuramente la presunzione di riuscirci; tengo però come linea di massima queste mie aspirazioni, in modo che diventino il limite a cui tendere verso l’infinito… **mamma mia quanto sono supponente e fastidiosa a volte [ndMarchesa]**
Dopo questa brillante intuizione mi ci è voluto un po’ per capire esattamente cosa poteva essere quell’argomento di cui io sapevo parlare, che mi riusciva bene e che fosse un po’ originale. Come avrete capito dalla mia presentazione generale non sono un essere dotato di autostima, quindi pensare a qualcosa in cui sono brava è un’impresa non da poco.
Cerca cerca scava scava ho capito che alla fine una delle cose che mi piace di più fare, in cui me la cavo meglio è sicuramente la cucina, luogo dove riesco a sfogare stress ed estro. Mi piace organizzare cene per i miei amici, inventare nuove ricette, leggere libri di cucina e modificare a mio piacimento gli ingredienti delle pietanze descritte.
E allora perché non far sì che sia questo il leit motiv del mio blog, un ricettario online dove mettere nero su bianco tutte le stranezze che creo nella mia cucina arancione.
Caso vuole poi che a causa di problemi di salute da sabato sto seguendo una cura che prevede un regime alimentare particolare e pieno di restrizioni. Considerando quanto mi piace mangiare non vi sarà difficile arrivare a comprendere che sfida sia intraprendere questa terapia. Userò perciò questo spazio anche come diario di bordo di questa esperienza… ebbene sì, vi ammorberò anch’io con i miei problemi… ma in un mondo in cui i problemi di disturbi alimentari sono all’ordine del giorno mi piace pensare che le ricette che sto sperimentando su di me possano essere d’aiuto anche ad altri con i miei stessi casini.
Ok, direi che come primo post mi sono dilungata anche troppo, prometto che cercherò di essere più concisa in futuro.
Spero di non avervi annoiato e via alle chiacchiere in cucina...