> Chiacchiere in cucina...: maggio 2008

Chiacchiere in cucina... dove la paranoia è regina

Ricette e riflessioni di una donna con la gonna.

giovedì 29 maggio 2008

La malinconoia

Ovvero: mea culpa

Carissimi lettori,
è proprio vero, vi ho snobbati… è praticamente una settimana che non posto nulla e le ricettine languono!
Vi chiedo umilmente perdono ma sto vivendo una fase di scazzo alla risposta acuto, non sopporto più nessuno, ho una paresi facciale che mi impedisce il sorriso, il mio dottore è tutto contento dei miei progressi e io non riesco nemmeno a sentirmi un po’ galvanizzata.
Naturalmente questa infinite sadness porta con sé i soliti problemi… in poche parole mi mangerei pure Gesù Cristo con tanto di croce e spine!

Insomma sono diventata la versione femminile di Marco Masini.

Giurin giurello che ce la sto mettendo tutta ma ogni giorno è peggio e il diluvio universale non aiuta certo, e il fatto che mi sia venuto l’asma da stress si può definire la ciliegina sulla torta.
Lo so che nell’iniziare questo blog mi ero impegnata a non sfracanarvi i maroni con le mie paturnie ma diciamo che è una promessa da marinaio, se c’è una a cui piace parlare dei cazzi suoi sono proprio io, sto seriamente pensando di metter su un talk show.
La ricetta di oggi non può perciò essere dietetica e deve assolutamente contenere del cioccolato (almeno per iscritto fatemi sognare).

TORTA SACHER FOR DUMMIES
Ingredienti

1 scatola di impasto per torte sacher marca Cameo
1 busta di glassa di cioccolato
3 uova
120 gr di burro
1 confezione di marmellata di albicocche

Anche se alcuni di voi si scandalizzeranno, a volte le cose buone possono essere anche semplici e dozzinali, come le torte Cameo. Fate bene attenzione, non sto parlando di quelle “versa e inforna” che non lievitano mai, ma di quelle che trovate nei supermercati vicino alle cazzatine per guarnire le torte, alla farina e ai savoiardi.
Tra tutte le possibili scelte c’è proprio il preparato per sacher, ideale per una torta del diametro di ca. 26 cm.
Seguite alla lettera le istruzioni sulla scatola, vi diranno semplicemente di mixare con un frullino elettrico o a mano tutti gli ingredienti tranne la glassa e la confettura di albicocca, poi di versare l’impasto in forno alla temperatura indicata e una volta cotta la base lasciatela raffreddare per almeno 2 ore, poi tagliate la torta in due orizzontalmente e farcitela con la confettura.
Nel frattempo fate scaldare la glassa in una pentola d’acqua in modo che si sciolga e poi spargetela sulla torta con un coltello senza lama. Vi consiglio di usare sia la confezione presente nella scatola Cameo che un’altra comprata a parte così la “crosta” di glassa viene più spessa. Lasciate raffreddare il tutto e slurp!
E poi tranquilli… viene talmente buona che potete spacciarla per home made.

venerdì 23 maggio 2008

With a little help of my friends

Ovvero: gente di un certo livello
Ragaaaaa, grazie di esistere!
Grazie per i libri (finalmente forse ci capirò qualcosa di sto benedetto giapponese), dei pelati, del colino e dell'ormai mitico levatorsoli (oh gioia sopraffina riappropriami del mio feticcio), della tanto agognata ram, della pashmina, dell'"estathe alla pesca - però a me piace al limone - ma si intona meglio alla cucina", della compilescion scacciapensieri (ti ho perdonato Soon, anche se non mi vinci l'estatheo), del fantastico Ipod (!!!! addio mp3 del discount, Ale ti adoro !!!!) ma soprattutto GRAZIE PER LA BELLISSIMA SERATA!
Grazie anche a chi non c'era fisicamente ma riempiva lo stesso la stanza con la sua non presenza (Spech ci si vede presto e Plus stesso posto stessa ora domani).
Vi voglio bene da morire, davvero.
Ps. ricettina rimandata per ovvie ragioni di tempo, questo weekend sarò al mare e penserò a tanti gustosi piatti... e poi devo fare una recensione, vero Soon?

martedì 20 maggio 2008

OK, 25

Ovvero: Happy birthday Marchesa!
Mentre gli anni aumentano i kg diminuiscono... sono a -11.9! Go Marchesa go go!
Questo post è solo per galvanizzarmi, quindi scusate se niente ricettina... ma vi prometto di scrivere presto una porcata in onore del mio comple!

domenica 18 maggio 2008

Arrivederci nonno, ciao.

Ovvero: sto dando i numeri
Questo post lo dedico al mio nonnino, mancato giovedì dopo una vita piena, in cui ha messo al mondo 8 figli, ha avuto circa una trentina di nipoti e 7 bisnipoti (anche se uno è ancora in cantiere).
Sono numeri che fanno la differenza e molti di voi penseranno che ha fatto il suo percorso, doveva ritenersi contento di quello che la vita gli aveva riservato.
Vorrei però citarvi altre cifre che lo riguardano:
5 - sono gli anni che non lo vedevo (pasqua 2003)
0 - sono le volte che sono andata di mia spontanea volontà a trovarlo
1 - l'anno che ha sofferto e in cui sarei potuta andare a salutarlo per l'ultima volta
1000000000 - le scuse che ho campato in aria per evitare la trasferta a Latina
Forse adesso vi sarà chiaro perché sono tre giorni che non smetto di piangere le mie lacrime da coccodrillo...
Perché non sono più andata giù? Molto semplice: perché i miei parenti mi avrebbero fatto un processo per direttissima poiché ero ingrassata e tutto quello che non mi avrebbero detto in faccia lo avrebbero tenuto come argomento di discussione animata e succulenta per le cene di almeno 3/4 mesi dopo.
Il fatto poi che sia una delle poche cugine a non avere uno straccio di storia rende il tutto ancora più gustoso per le loro boccacce.
Anzi a pensarci bene forse sono l'unica single... anche se poi sotto sotto sono innumerevoli i miei parenti che strangolerebbero il loro partner nel sonno, ma questo per loro non fa testo.
Le cose sono due: o metto su cervello ed autostima e me ne sbatto i coglioni del parentado o dimagrisco e basta così.
In ogni caso non voglio più che succeda una cosa simile... non lascerò più morire una persona della mia famiglia senza neanche averle detto addio, o arrivederci.
Ho tanti ricordi del mio nonno... molte volte sono davvero teneri, come quando mi chiamava La Chiarastella.
Insomma nonno: mi dispiace tanto di non esserci stata per te... sappi comunque che ti volevo bene, anche se come al solito non sono stata capace di dimostrartelo.
Ricetta veloce per questo post, anche perché sono troppo giù per pensare, figurati per cucinare.
FAGOTTINI ALLA BRESAOLA
Ingredienti
bresaola
paté di olive nere
formaggio fresco cremoso stile philadephia (gusto più delicato) o robiola (gusto più saporito); aromi vari come timo, origano fresco, menta; erba cipollina.

Prendere del formaggio e mescolarlo insieme al paté di olive, circa mezzo cucchiaio di paté per un cucchiaio di formaggio o secondo gusto. Da un' altra parte mischiare formaggio e gli aromi. Una volta pronti i due composti prendere le fette di bresaola e metterne in mezzo ad ognuna una cucchiaiata. Chiudere i lati della fetta formando un piccolo fagottino, da legare con un filo di erba cipollina. Adagiare i fagottini su un piatto da portata.

giovedì 8 maggio 2008

UN POLLO SULLE SCALE

Ovvero: la circolazione, questa sconosciuta.

Ok, lettori, l’umore cresce il punto vita si riduce, è arrivato il momento di passare al prossimo livello.
Come potrete aver intuito, il mio dottore ne sa una più del diavolo e non solo vuole farmi dimagrire, ma vuole prendersi cura anche degli scempi che si sono compiuti sul mio povero corpo.
Il che vuol dire lotta dura senza paura contro smagliature e cellulite e per fare questo devo riattivare la mia circolazione.
Diciamo che per adesso mi trovo divisa a metà, tronco e braccia abbastanza irrorate di sangue e calde, mentre dalla vita in giù… tracciato piatto, il grande freddo.
Per ovviare a questa catastrofe mi sono stati vietati gli ascensori, devo parcheggiare ad almeno 500 metri di distanza da casa e dal posto di lavoro, le scale saranno per un bel po’ la mia raison d’être.
Niente sport propriamente detti, con il poco che mangio sarebbe una tortura inutile e un’istigazione a delinquere con zuccheri vari per riprendersi dallo sforzo.
Ogni movimento dovrà essere aerobico e continuo, lo scopo non è bruciare i grassi ma riportare il flusso sanguigno là dove non arriva, in modo da smaltire naturalmente la buccia d’arancia.
Devo dire che dopo due giorni sto già odiando profondamente le scale… anche perché non riesco a farne molte, soprattutto quelle del lavoro che sono 12 rampe da 10 scalini l’una… i 120 gradini della morte.
Ovviamente non riesco a farli tutti. Conquisto piano per piano. Adesso dal seminterrato riesco arrivo abbastanza agevolmente al piano terra (40 gradini).
Come ricompensa per aver ascoltato queste mie paturnie vi propongo due ricettine sfiziose a base di pollo.

POLLO AL LIMONE

Ingredienti
Petto di pollo (100gr a persona)
1 limone a persona
Olio e sale q.b.
Ingredienti facoltativi
1 stecca di cannella
Uvetta sultanina (30gr a persona)
Pinoli (30gr a persona)

In una padella far rosolare con un cucchiaino d’olio il pollo tagliato a pezzetti. Quando è dorato da tutti i lati aggiungere il succo di metà limone e il resto fatto a fettine, salare e portare a termine la cottura e far restringere il sughetto.
Per chi non è dieta consiglio di aggiungere al piatto una stecca di cannella, l’uvetta sultanina e i pinoli, per rendere più saporito e gustoso il tutto.

POLLO DOLCE E CROCCANTE (non molto dietetica)

Ingredienti
Petto di pollo (100 gr a persona)
Miele d’uva
Marsala
Granella di nocciole (20gr ogni 100gr di pollo)
Cannella
Olio q.b.
Ingredienti salsa
Mele renette (1 a persona)
Zucchero a velo (2 cucchiai a persona)
Cannella
Succo di limone

In una padella far rosolare il pollo tagliato a pezzetti con un filo d’olio e del marsala. Quando è quasi terminata la cottura e il liquore è evaporato, spennellare i pezzetti di pollo con del miele d’uva e cospargerli con la granella di nocciole e un pizzico di cannella, andando così a formare una crosticina croccante intorno ai bocconcini. Al posto delle nocciole si possono usare delle mandorle a fettine.
Il piatto può essere guarnito ed esaltato con una salsa di mele renette tagliate a pezzettini e fatte cuocere in un pentolino con lo zucchero, la cannella e qualche goccia di succo di limone per evitare che la salsa si ossidi. Lasciar cuocere fino a che i pezzetti di mela non si sfaldano formando così una sorta di composta in cui intingere i pezzetti di pollo.

domenica 4 maggio 2008

Essere upupe nel vento

Ovvero: qualcuno m’ignora.

Tre giorni in quel di Briançon a respirare aria senza pollini, rilassarsi, far sport, mangiare kg su kg di verdure, arance e fragole, leggere ma soprattutto sparar cazzate a raffica!

Grazie mie care Upupe, soprattutto per avermi aiutato a comporre la nostra prima hit, una cover della mitica canzone di Gloria Gaynor “I will survive”, riarrangiata in chiave dieta.
Ve ne propongo il testo contro i grassi che si depositano sui nostri fianchi e sulle nostre pance, rovinandoci la vita… in tutti i sensi.

I WILL SURVIVE
di K, Plus, Kello e Hypo

At first I was afraid
I was petrified
Can’t think how could I ever live
Without you in my belly
But then I spent so many nights
Thinking how you got me fat
And I’ll grow thinner
And learn how to shut my mouth!

And so you’re back
In front of me
I’d just walk in to find
That tasty look upon your cream
I should have bought a fucking lock
I should have made you leave my kitchen
If I had none but just one second
You’ll be back to tempt me.
So now go,
Walk out the fridge
Just go to garbage
Cause you’re not welcome anymore
Were you the one who tried to give me cellulite
D’you think I’d eat you?
D’you think I’d get XL again?

Chorus
Oh no, not I,
I will survive
As long as I know how to eat
I know I’ll be so hot
I got all my fruit to eat
I got all my fat to give
And I’ll survive, I will survive.

And it took all the strength I had
Just not to swallow all
Kept trying hard to avoid stress
For my little scale
And I spent, oh, so many nights
Just feeling sorry for myself
I used to cry
But now I wear all my skirts tight
And you see me
Somebody new
I’m not that chubby hungry person
Still in love with you
And you felt like seducing me
And just expect me to be in
But now I’m saving all my stomach
For a perfect healthy meal

So now go,
Walk out the fridge
Just go to garbage
Cause you’re not welcome anymore
Were you the one who tried to give me cellulite
D’you think I’d eat you?
D’you think I’d get XL again?

Chorus

La ricetta di oggi non è leggerissima, ma è davvero buona e basta non associarla alla pasta o al pane per evitare troppe calorie.

PATATE ALLA PROVENZALE

Ingredienti
Patate di piccole dimensioni (2 a testa)
Pomodorini
Olive nere taggiasche o di Gaeta
Peperoni rossi
Timo
Origano fresco
Rosmarino
Salvia
Olio e sale q.b.

Sbucciare le patate e fare dei tagli orizzontali stando attente a far sì che non si rompano. Massaggiare le patate con del sale in modo che penetri bene all'interno dei tagli e farle cuocere per circa 10 minuti in acqua bollente. Tagliare a pezzetti i pomodorini, a fettine i peperoni e le olive e adagiarle su una teglia. Mettere sopra le patate, cospargere con un cucchiaino d’olio a persona e le spezie. Passare in forno a 180° fino a completa cottura delle patate (circa 20 minuti). Ogni tanto bagnare le patate con il sughetto formato dalle verdure e l'olio per insaporirle.

giovedì 1 maggio 2008

I giorni del carboidrato


Ovvero: quando il fegato va in vacanza.

Buongiorno miei cari amici e auguri a tutti i lavoratori… lo so che in teoria non si fanno gli auguri per una festività come il primo maggio (come gentilmente mi hanno fatto notare le mie stronze colleghe ridendomi in faccia), ma visto i tempi che corrono e la precarietà selvaggia direi che chiunque abbia un lavoro deve farsi un grande augurio… quello di mantenerlo!


Cambiamo discorso, non volevo scrivere un post polemico/socio-politico, mi basta buttar giù le solite quattro cazzate sulla mia dieta.



Ebbene sì, cari, è tempo di exit poll e di aggiornamenti sull’andamento, non credete?
Ormai è quasi un mese che seguo questa cura con annessa simil dieta e, oltre al miglioramento delle mie condizioni di salute, sono riuscita a perdere la bellezza di 7kg! Ok, lo so che se mi vedete non ve ne accorgete, ma perché il mio corpo sa mascherare bene l’adipe, quando sono ingrassata di quei 7kg non ve ne siete accorti più di tanto e così anche quando li ho bruciati!
La strada è talmente lunga che ancora non mi va di gioire più di tanto, ovviamente da adesso in poi il ritmo di perdita del peso calerà vistosamente, questo era solo l’inizio, ma già questo piccolo risultato mi sta dando tante forze per continuare.



L’unico problema è che adesso mi sto riempiendo di sfoghi, perché a forza di mangiare tutti i giorni, a pranzo e a cena, le proteine, il mio fegato, che deve metabolizzarle, sta andando in paranoia per troppo lavoro.



Il dottore mi ha detto quindi di far fare il ponte lungo non solo alla sottoscritta (yeppa yeppa) ma anche al mio fegato… lo mandiamo proprio in vacanza!
Per questi 4 giorni, infatti, ZERO proteine, devo raddoppiare le quantità di verdura (arriverò quindi a mangiare quasi mezzo chilo di ortaggi a pranzo, help) ma soprattutto: CARBOIDRATI A PRANZO E A CENA!!!
Ovviamente le quantità di pasta/pane/riso rimangono sempre minime, ma il pensiero della pasta a mezzogiorno mi fa lacrimare di felicità!



Il dramma adesso è come condire sta cavolo di pasta… davvero, non ne posso più di pasta alle verdure, pasta con la caponata, pasta al sugo senza olio, pasta al curry, pasta alle erbe aromatiche, pasta alle zucchine e zafferano o a tutte le varianti delle suddette ricette con il riso.
Accetto ogni suggerimento che comprenda la pasta o il riso e le verdure… ho bisogno di ispirazione!
In cambio vi offro una ricetta non dietetica ma buonissima… mamma mia che sogno…

PENNE ALLA PERESTROJKA
Ingredienti
Penne rigate
Passata di pomodoro
Salmone affumicato
Vodka liscia
Panna da cucina
Sale, pepe, olio q.b.

Tagliare il salmone a piccoli pezzi e metterli a rosolare a fiamma viva con un po’ di olio in una padella. Bagnare il tutto con un po’ di vodka liscia e lasciare che il salmone la assorba bene. A quasi fine cottura aggiungere la passata di pomodoro e farla restringere abbassando la fiamma. Salare e pepare. Quando il sugo è pronto aggiungere due riccioli di panna, mescolare bene ed aggiungere le penne precedentemente lessate. Far passare in padella ancora un po’ la pasta, fino a che il sugo non è bello corposo e poi servire.

Una proposta di variante più leggera del piatto può essere fatta con i pomodorini freschi e il salmone a pezzetti fatti passare appena appena in padella con il solito cucchiaino d’olio, il dragoncello, l’erba cipollina e se vi va un po’ di noce moscata. Speziata e abbastanza light.






***grazie all'onnipotente Ambra per la foto***