> Chiacchiere in cucina...: aprile 2008

Chiacchiere in cucina... dove la paranoia è regina

Ricette e riflessioni di una donna con la gonna.

domenica 27 aprile 2008

La teoria degli psicominchia ® (parte prima)

Ovvero: raccolta di frasi dette (direttamente o indirettamente) alla sottoscritta da sedicenti uomini.

Premessa:
PSICOMINCHIA
: sostantivo singolare maschile. 1. Neologismo stante per persona dotata di minchia fondamentalmente psicotica. 2. Persona di sesso maschile che prima o poi avrà a che fare con la Marchesa di Paradiso.

Frasario:

Frase 1 (la più celebre):
“L’unica cosa che provo per te adesso è stima” (vedi anche la versione abbreviata “ti voglio stima” o quella internazionale “I want you staima”).

Frase 2 (detta da ultra quarantenne sposato con figli):
“Se vuoi usciamo una sera insieme così mi racconti i tuoi problemi d’amore… io e te, da soli”

Frase 3 (detta fra sé e sé dal candidato psicominchia):
“Non la voglio far soffrire, quindi la ignoro”

Frase 4:
Lui: “Siamo troppo amici per stare insieme, manteniamo le cose solo sul piano fisico”
Io: “Ok, allora restiamo che usciamo, facciamo sesso e va bene così”
Lui: “Ma se io volessi di più?”

Frase 5:
“Tu mi piaci davvero, non credo sarebbe giusto iniziare una storia”

Questa era solo la prima di tutta una serie di frasi… non vi preoccupate, l’aggiornerò a breve!

La ricetta di oggi è versatile e si adatta ad ogni tipo di umore e dieta, così quando uno psicominchia vi si avvicina almeno saprete tirarvi su senza ricorrere per forza al cioccolato.

FANTASIA DI PEPERONI GRATINATI
Ingredienti
Peperoni rossi e gialli (1 piccolo a testa)
Manzo tritato (100gr)
Pangrattato (1 cucchiai ogni 100 gr di manzo)
Uovo (1 ogni 100gr di manzo)
Timo
Sale e olio q.b.

Ingredienti optional
Parmigiano grattugiato
Scamorza affumicata
Chiodi di garofano
Zafferano
Curry
Olive di Gaeta o taggiasche

Tagliare in due i peperoni, lavarli e mondarli dei semi e del coso verde (non so il nome e non ho voglia di cercarlo). Passarli al forno a 200° in modo che si ammorbidiscano ma che non perdano la forma. Intanto in una padella far saltare il manzo tritato con un cucchiaino d’olio, il sale, l’uovo sbattuto, il pangrattato e il timo. Quando è quasi cotto spegnere il fuoco e versare il composto sui peperoni. Mettere il tutto in forno a 200° per completare la cottura.

La ricetta si può modificare in molti modi, infatti per insaporire il ripieno si possono aggiungere spezie come il curry, lo zafferano o i chiodi di garofano e fare quindi peperoni con gusti diversi mantenendo però lo stesso apporto calorico.
Se della dieta non ve ne fate nulla, allora potete aggiungere nel ripieno le olive e la scamorza affumicata fatte a pezzettini e prima di infornare i peperoni per l’ultima gratinata spolverare il tutto con abbondante parmigiano grattugiato in modo da formare una deliziosa crosticina sopra.

giovedì 24 aprile 2008

Emozioni di un certo livello

Ovvero: zia Chiara, ti voglio bene.

A volte ci sono giornate proprio di guano di foca belga in cui ti piacerebbe sparire e non farti trovare mai più. Ma come dicevano i Beatles, che due o tre cose le sapevano, when the night is cloudy, there is still a light that shines on me, ed ecco che un esseruncolo biondo di circa 90 cm riesce via etere a toccarti il cuore e l’anima in un modo che ancora non credevi possibile e la tua giornata cambia radicalmente.

Sto parlando del mio figlioccio, che domenica al telefono mi ha detto: zia Chiara, ti voglio bene.

Non so se sa esattamente che cosa significhi tale frase o se è solo un qualcosa che ha imparato da mia sorella come una fochina ammaestrata; mi basta sapere, però, che quando non ci sono chiede di me e che mi associa a ricordi felici.

Ricordo ancora il giorno in cui è nato, quando dopo una notte passata ad aspettarlo giocando a nomi cose città con mia madre è arrivato e poi quando in tangenziale il tabellone segnava 18/06/06 e in quel momento mi sono resa conto che sarebbe stata una data che avrei festeggiato tutta la vita, una data fondamentale.
Questa cura che sto facendo e l’impegno che ci sto mettendo in parte sono un mio regalo per lui. Voglio che la sua madrina non abbia più l’angoscia del farsi fotografare e farmi così un milione di foto insieme al mio cucciolo, in modo da immortalare per sempre ogni momento passato con lui… Ho già sprecato 2 anni della sua vita, non voglio perdere un giorno di più.

La ricetta è dedicata a te Simone, è il pesce che ti piace tanto.

PESCE PERSICO AL CARTOCCIO
Ingredienti
Pesce persico (110 gr a persona)
Limone (2 fette a cartoccio)
Pomodorini (1 o 2 a persona)
Olive nere di Gaeta o taggiasche
Prezzemolo
Basilico
Aglio
Timo
Rosmarino
Origano
Sale

In un foglio di alluminio posizionare le due fette di limone e adagiarvi sopra il trancio di pesce persico, precedentemente pulito da pelle ed eventuali spine. Cospargere con gli aromi (preferibilmente freschi) tritati finemente insieme a uno spicchio d’aglio. Aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti e le olive (se dieta permette). Salare e se volete versare un po’ d’olio, ma vi assicuro che è buonissimo anche senza. Chiudere il foglio di alluminio in modo da formare un cartoccio da mettere in forno a 180° su di una teglia per una ventina di minuti. Aprire il cartoccio per gustare il piatto.

Ps. la stessa ricetta può essere riproposta con altri tipi di pesce, vedi orata, branzino etc, ma il persico risulta essere il più magro (dietologo docet)

sabato 19 aprile 2008

Trova le sette piccole differenze

Ovvero: Marchesa di Paradiso, l’unica che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Non so voi, ma la mia famiglia (a cui oggi manderei un cordiale vaffanculo) è sempre stata appassionata della Settimana enigmistica e per forza di cose io sono cresciuta tra serate a sfidarsi sul Bartezzaghi, linotipie e le immancabili lotte con mia sorella su chi poteva fare la pista cifrata.
Essendo la piccola della famiglia mi venivano lasciati anche i giochini minchioni, stile quali persone in questo disegno non c’entrano nulla etc, ma soprattutto l’impareggiabile trova le 8002 differenze che ci sono tra le due figure.

Oggi vorrei riproporvi lo stesso gioco ma al posto delle figure vi espongo due ricette per la stessa pietanza: il riso alla milanese (o allo zafferano).
Premetto che la differenza sostanziale sta nella preparazione, una infatti è per chi può straficozzarsi ciò che vuole, l’altra per chi deve perdere cifre di kg da far girare la testa.
Buon divertimento!

RISOTTO ALLA MILANESE (“All you can eat” version)
Ingredienti
Riso Arborio (1 bicchiere a persona)
Scalogno (1 o 2 per 4 persone)
Brodo granulare (due misurini)
Zafferano in polvere (1 bustina a persona)
Panna da cucina o in alternativa burro (qualche ricciolo)
Olio e sale q.b.

In una pentola far soffriggere lo scalogno precedentemente affettato a fiamma vivace con dell’olio e un po’ d’acqua. Nel frattempo in un’altra pentola far bollire 1lt d’acqua e aggiungere il brodo granulare.
Aggiungere allo scalogno il riso e farlo tostare nel battuto finché non assorbe il sughetto proveniente dal soffritto, dopo di che aggiungere brodo fino a coprire tutto il riso, salare e abbassare la fiamma. Continuare ad aggiungere brodo ogni volta che evapora. A metà cottura stemperare lo zafferano in un mestolo di brodo e versare sul riso, mescolandolo finché non prende il caratteristico colore giallo.
Quando i chicchi sono diventati morbidi, dopo circa 15-18 minuti, portare a completa evaporazione il brodo e aggiungere un po’ di panna o burro e mescolare bene per mantecare il risotto. Volendo si può aggiungere anche del parmigiano grattugiato per renderlo ancora più saporito.

RISOTTO ALLA MILANESE (light version)
Ingredienti
Riso basmati (mezzo bicchiere a persona)
Scalogno (30 gr a persona)
Zafferano (1 bustina a persona)
Olio e sale q.b.

In una pentola far soffriggere lo scalogno precedentemente affettato a fiamma vivace con un cucchiaino d’olio e due di acqua a persona.
Aggiungere il riso e farlo tostare nel battuto finché non assorbe il sughetto proveniente dal soffritto.
Aggiungere 1 bicchiere d’acqua a persona. salare e lasciare cuocere finché non evapora tutta. A circa metà cottura, quando l’acqua si è ristretta mettere lo zafferano e mescolare in modo che il riso prenda il caratteristico colore giallo.


***19/04/04 – 19/04/08: R.I.P. mio generale, R.I.P. terza e quarta lombare, io e il Maggiore ce la stiamo mettendo tutta per andare avanti, anche senza di voi***

venerdì 18 aprile 2008

Qualcosa che più ce n'è meglio è

Questo post lo dedico agli amici, ai miei amici.

Ci sono davvero poche parole che possono rendere giustizia a persone come voi e quando passano due giorni come ieri ed oggi in cui non vi ho sentiti per nulla, beh, dire che mi siete mancati tanto è riduttivo.

La ricetta, di conseguenza, è dedicata a uno degli storici, visto che da sempre è la sua preferita tra quelle che gli preparo.
Non è propriamente light ma se non eccedete nella mozzarella non vi guasterà troppo la silhouette.

ZUCCHINE TRICOLORI
Ingredienti
Zucchine chiare (1 piccola a persona)
Scalogno (1 quarto ogni persona circa)
Passata di pomodoro (quanto basta per coprire le zucchine)
Mozzarella (mezza mozzarella a zucchina)
Origano, possibilmente fresco
Olio e sale q.b.

Far saltare in padella le zucchine mondate e tagliate a rondelle sottili insieme allo scalogno e a un cucchiaino d’olio a testa, aggiungendo sempre due cucchiaini d’acqua per ogni cucchiaino d’olio.
A metà cottura aggiungere la passata, salare e far restringere il sughetto che si è formato.
Due minuti prima di terminare la cottura aggiungere la mozzarella a dadini e l’origano.

lunedì 14 aprile 2008

PIANO D’EMERGENZA

Ovvero Marchesa, non farlo.

Seguire una dieta è indubbiamente un’esperienza difficile.
Pesare gli ingredienti, fare spuntini a base di frutta, mangiare tonnellate di pesce sono solo una parte del faticosissimo tour de force per bruciare i grassi in eccesso.
Ma il vero problema di essere a dieta è essere me stessa: una persona problematica che sfoga le proprie tensioni e insoddisfazioni mangiando a più non posso.
Se vi rivedete nel mio caso allora sapete benissimo che non basta la forza di volontà o uno specchio gigante per fermare questo meccanismo autodistruttivo… è una spirale che ti cattura e che ti porta a svegliarti in uno stato di semi-incoscienza di notte e arraffare la prima cosa che ti capita a tiro dalla credenza.
Quando mi succede qualcosa di brutto la mia mente corre subito a pensare a ciò che mangerò a
cena o a pranzo di goloso.

Che infinita tristezza.

Ho deciso però di prendere in mano la mia salute ed ergo la mia vita e sono determinata a rompere questo incantesimo che mi porta sull’orlo del cibo ogni volta.
Quello di cui ho bisogno è un PIANO D’EMERGENZA, da usare quando la mia forza viene meno.
Sulle prime pensavo di sostituire il cibo con il sesso, ma alla lunga credo non sarebbe una buona idea, sarebbe sempre una sorta di dipendenza… il giorno che non trovo un partner nel momento di crisi che faccio?
Per adesso ho deciso di raccogliere con il cellulare le testimonianze dei miei amici che mi dicono di tener duro, ma sono disponibile a idee migliori… o a commenti di incitamento eh!
In cambio vi offro una delle mie ricette light preferite:

BOCCONCINI DI POLLO ALLO ZAFFERANO

Ingredienti
Petti di pollo, 110 gr per persona
1 scalogno per persona
1 bustina di zafferano in polvere per persona
1 cucchiaino d’olio per persona
Sale q.b.

Affettare lo scalogno e farlo rosolare nell’olio aggiungendo un po’ d’acqua (due cucchiaini d’acqua ogni cucchiaino d’olio) per evitare che si attacchi al fondo della padella. Quando lo scalogno comincia a prendere colore e l’acqua è evaporata, aggiungere i petti di pollo tagliati a pezzetti. A circa metà cottura, quando il pollo è passato dal colore rosa a bianco, aggiungere lo zafferano in polvere e mescolare in modo da condire ogni pezzetto di pollo. Salare e terminare la cottura.

domenica 13 aprile 2008

L'essenziale è invisibile agli occhi

Ovvero: levatorsoli, mi manchi assai!

Ognuno di noi possiede un luogo che chiama casa e di conseguenza ha anche una cucina.
Se l’abitazione non è di sua proprietà molto probabilmente non avrà la cucina dei suoi sogni ma anche chi ha, come me, la fortuna di avere una casa tutta sua deve affrontare diversi impedimenti che lo allontanano dall’ambiente ideale per cucinare, vedi mancanza di soldi o spazio ***e io sono fiera di combattere con entrambi tutti i sacrosanti giorni***
Davanti a queste difficoltà viene spontaneo chiedersi cosa serve davvero per creare piatti gustosi e pieni di fantasia, quali sono gli strumenti essenziali di un cuoco provetto?
Innanzitutto bisogna specificare che ci sono 3 gruppi di elementi che compongono una cucina: gli elettrodomestici, gli ingredienti e il pentolame vario.
Per quanto riguarda i primi posso affermare con serenità che quelli in dotazione per una qualsiasi composizione per la zona cucina (forno, fornelli e frigo) bastano e avanzano. Forno a microonde, sbattitori, robottini che fanno tutto loro sono un comodissimo di più, permettono di risparmiare tempo e fatica, ma con un po’ di buona lena e pazienza si raggiungono gli stessi risultati anche senza.
Forse l’essenziale con gli elettrodomestici è di saperli usare, per evitare di dover cuocere al pranzo di pasqua una torta salata nel microonde, perché non si riusciva a trovare la parola d’ordine per far accendere un forno, vero Livia? Ihihih
Gli ingredienti sono la parte più facile da ottenere. Se il cuoco ha in testa la ricetta che vuole fare basta recarsi al supermercato e comprare il necessario. Credo che la vera sfida, però, cominci quando si arriva alle 20.05 a casa dopo una schifosa giornata di lavoro o studio, si apre il frigo e si spalanca un deserto freddo, si è stanchi morti e senza alcuna voglia di precipitarsi al carrefour per procacciarsi del cibo. In queste condizioni si vede tutto l’estro e la fantasia che sono essenziali in cucina.
Poniamo poi il caso che uno sia a dieta, quindi non possa aggirare il problema facendo una chiamata a Ciro pizza d’asporto, lì la sfida si sublima e cucinare diventa arte.
Solo adesso capisco quanto genio c’era in mia madre quando ci prometteva orecchiette alle cime di rapa pur non avendo a disposizione né le orecchiette né le cime di rapa!
Infine il pentolame è quello che rende grande uno chef.
Ci sono delle cose che non possono mancare in una cucina, come pentole per cuocere la pasta di varie dimensioni; quanto sono tristi quelle scene quando si vuole fare una spaghettata per tante persone e si deve metter su l’acqua in due o tre pentolini mignon, creando così spaghetti con diverse salature, punti di cottura etc?
Fondamentali sono poi coltelli affilati per tagliare verdure e carne, meglio se di porcellana, che assicurano un taglio perfetto.
Se siete a dieta e potete baloccarvi con un solo cucchiaio d’olio per tutta la giornata dovete inoltre dotarvi di padelle antiaderenti, che vi permettono di fare tutto risparmiando i grassi.
Ogni cuoco, poi, ha degli oggetti-feticci, che possono sembrare inutili, ma diventano essenziali per le proprie ricette preferite.
E’ per questo che ogni notte nelle mie preghiere chiedo al Signore che mi faccia ritrovare il mio adorato levatorsoli… sparito durante l’ennesimo trasloco e ormai dato per disperso nel tragitto da corso francia a via galilei.
Un levatorsoli, per chi non lo sapesse, è un oggettino che permette di togliere il torsolo alle mele senza doverle tagliare.
Lo so che avete vissuto benissimo fino adesso senza possederlo, ma come fareste a fare le mie mele con sorpresa senza di lui?
Ecco a voi la ricetta:

MELE CON SORPRESA
Ingredienti
Mele renette (1 a persona)
Prugne (1 a mela)
Briciole di biscotti o cereali che trovate al fondo della confezione q.b.
Noci
Pinoli
Canella in polvere
Zucchero
Gelato alla panna
Qualsiasi cosa vi ispiri, gocce di cioccolato, canditi, uvetta, amaretti sbriciolati etc

Sbucciate le mele e togliete il centro con il levatorsoli. Posizionatele in una pirofila da forno, riempitele con le prugne, le briciole, le noci, i pinoli etc. Spolverate le mele con la cannella e mettertele nel forno a 180 gradi per circa una ventina di minuti, o comunque quanto basta a renderle morbide non sfaldate. Appena tolte dal forno guarnite ogni mela con una pallina di gelato alla panna ed ecco un dessert sfizioso ma nutriente.

martedì 8 aprile 2008

Incipit

Signore e signori,

un momento di attenzione prego. Lo spettacolo a cui state per assistere è ad alto contenuto paranoico; se ne sconsiglia la lettura a un pubblico realizzato e provvisto di autostima.

Questo che state vedendo è il mio primo blog, indi poscia per cui mi sento in dovere di spendere qualche riga introduttiva per spiegare cosa mi ha spinto a varcare la soglia del world wide web e spiattellare su un template vagamente anni ’50 i fattacci miei.

Devo ammettere che grande merito e plauso per questa opera prima va alla fulgida Ambra, che non solo mi ha spinto a mettere in pratica un’idea che mi frullava in testa da un po’ ma ha anche contribuito fattivamente alla realizzazione della medesima (in soldoni ha fatto tutto lei).

Insomma, quale sarebbe cotanta idea?
Da quando sono nati i blog e soprattutto da quando non sei una cippa di nessuno se non ne hai uno, se non sei iscritto a facebook, se non passi i tuoi pomeriggi su msn o skype, c’è sempre stata in me una voglia latente di creare uno spazio mio, dove dar sfogo ai miei demoni interiori. Il problema è che più vedevo gli esempi già esistenti più una domanda sorgeva spontanea: ma ai navigatori di internet chemminchia gliene frega delle mie paturnie? Di cosa mi è successo questo giorno o quell’altro? Dei miei libri e film preferiti? Bohh.
In poche parole, non volevo usare byte su byte per ammorbare la povera gente innocente capitata per caso sulla mia pagina.

Ultimamente però ho avuto modo di vedere dei blog che mi hanno illuminata, che mi hanno fatto cambiare prospettiva su questo mezzo di comunicazione; spazi dove le persone invece delle parole usano foto per comunicare le proprie emozioni, post in cui si ricerca l’accuratezza nella grammatica e nella sintassi e si cerca di evitare le “x” al posto di “per” e tutte quelle abbreviazioni grottesche che purtroppo entrano ogni giorno di più nel vocabolario di chi è costretto a lavorare con un computer.
Questi esemplari mi hanno finalmente fatto capire qual è l’ingrediente segreto per la riuscita di un blog vagamente interessante: una tematica, un fil rouge che lega gli interventi e che ti attanaglia, che ti spinga a leggere post dopo post e a ritornare per vedere se è stato aggiornato. Uno spazio che possa essere anche vagamente utile, che porti idee nuove, che arricchisca.
Ecco, questo è quello che vorrei che diventasse My kitchen paranoia, anche se so che non è un’impresa facile e non ho sicuramente la presunzione di riuscirci; tengo però come linea di massima queste mie aspirazioni, in modo che diventino il limite a cui tendere verso l’infinito… **mamma mia quanto sono supponente e fastidiosa a volte [ndMarchesa]**
Dopo questa brillante intuizione mi ci è voluto un po’ per capire esattamente cosa poteva essere quell’argomento di cui io sapevo parlare, che mi riusciva bene e che fosse un po’ originale. Come avrete capito dalla mia presentazione generale non sono un essere dotato di autostima, quindi pensare a qualcosa in cui sono brava è un’impresa non da poco.
Cerca cerca scava scava ho capito che alla fine una delle cose che mi piace di più fare, in cui me la cavo meglio è sicuramente la cucina, luogo dove riesco a sfogare stress ed estro. Mi piace organizzare cene per i miei amici, inventare nuove ricette, leggere libri di cucina e modificare a mio piacimento gli ingredienti delle pietanze descritte.
E allora perché non far sì che sia questo il leit motiv del mio blog, un ricettario online dove mettere nero su bianco tutte le stranezze che creo nella mia cucina arancione.
Caso vuole poi che a causa di problemi di salute da sabato sto seguendo una cura che prevede un regime alimentare particolare e pieno di restrizioni. Considerando quanto mi piace mangiare non vi sarà difficile arrivare a comprendere che sfida sia intraprendere questa terapia. Userò perciò questo spazio anche come diario di bordo di questa esperienza… ebbene sì, vi ammorberò anch’io con i miei problemi… ma in un mondo in cui i problemi di disturbi alimentari sono all’ordine del giorno mi piace pensare che le ricette che sto sperimentando su di me possano essere d’aiuto anche ad altri con i miei stessi casini.
Ok, direi che come primo post mi sono dilungata anche troppo, prometto che cercherò di essere più concisa in futuro.
Spero di non avervi annoiato e via alle chiacchiere in cucina...