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Chiacchiere in cucina... dove la paranoia è regina

Ricette e riflessioni di una donna con la gonna.

giovedì 4 settembre 2008

NON C’È NIENTE CHE SIA PER SEMPRE

I still do

I'm not ready for this,
Though I thought I would be.
I can't see the future,
Though I thought I could see.

I don't want to leave you,
Even though I have to.
I don't want to love you.
Oh, I still do.

Need some time to find myself.
I wanna live within.

Can I go my own way?
Can I pray my own way?
I don't want to leave you.
Oh, I need you.

Am I ready for this?
Did I think I would be?
Can I see the future?
No, I can't see.

I don't want to leave you,
Even though I have to.
I don't want to love you.
Oh, I still do.

Era il 1999, o giù di lì, e io ascoltavo questa canzone sul Gherra, direzione Darwin: più di una corsa in pullman, un viaggio della speranza.
Non c’erano Ipod e mp3 vari, quindi la musica me l’ascoltavo dal walkman a cassettine, mandando avanti (o tirando indietro) il nastro con la penna Bic per non sprecare le pile, se no non mi sarebbero durate per il viaggio di ritorno.
Beh, persino allora questa canzone mi stupiva perché sembrava tagliata apposta su di me, scritta per raccontare il continuo incagliarsi dei rapporti con il solito lui; davvero ironico, ricordo ancora la sua scrittura sul dorso della cassetta che mi aveva prestato, le sue lettere allungate e staccate tra di loro.

Ora mi trovo sul balcone di casa mia; sono passati anni ed eventi, il Gherra è un lontano ricordo, il mio Ipod, sebbene ogni tanto mi faccia prendere un colpo perché si pianta inspiegabilmente, suona gruppi nuovi e brani di vario genere.
Eppure questa canzone descrive ancora a perfezione ciò che provo nei suoi confronti.
Ed è questo il momento in cui la filosofa in me esclama: “Cazzo, ma allora nonostante tutto quello che sono riuscita ad ottenere non sono andata da nessuna parte; sono tutt’oggi qui a struggermi per qualcosa che non funzionava un tempo e non procede ora! Ma basta, hai rotto i coglioni!!”.

Giunta a questa conclusione, tra un auto-calcio nel culo e un piagnisteo, vi delizierò con una nuova ricetta light. Perdonate le ennesime paturnie.

ZUCCHINE MAROCCHINE
Ingredienti
Zucchine tonde (1 a testa)
Cous cous grana media (70 gr a persona)
Pomodori
Carote
Menta in polvere

Ingredienti opzionali
Mandorle a scagliette

Lavare le zucchine, tagliarle a metà in modo da ricavare due “emisferi”, scavarle, salarle a piacere (meno è meglio è!) e passarle nel forno a 180° fino a quando non sono arrivate a metà cottura.
Nel frattempo far bollire l’acqua per il cous cous, circa 100 ml per persona, una volta portata ad ebollizione salare e versare il cous cous aggiungendo subito un cucchiaino d’olio ogni 70 gr di cous cous. Mescolare bene in modo che non si formino grumi.
Tagliare a pezzetti i pomodori e le carote e farle saltare insieme al centro delle zucchine in una padella, con un cucchiaino d’olio. Quando le verdure sono pronte, bastano pochi minuti giusto per insaporirle, unire il cous cous e spolverare il tutto con menta in polvere e, se non siete a dieta, con scagliette di mandorle.
Il composto così preparato sarà da versare all’interno delle zucchine e da far passare in forno fino a completa cottura delle verdure.

lunedì 25 agosto 2008

Il mio dolore non esiste

Ragazzi, nonostante il dolore sordo mi stia tormentando: viva la vida!

***Bell'album Coldplay, complimenti***


Ricetta veramente semplice e veramente poco dietetica; suvvia, festeggiamo i -27kg!

TORTA DI MARTE
Ingredienti
Riso soffiato qb
Mars 1 barretta a persona
Latte qb
Fare sciogliere i Mars a bagnomaria con un po' di latte per velocizzare il processo. Quando le barrette si sono fuse completamente togliere la terrina dal fuoco e aggiungere il riso soffiato fino a quando il cioccolato e il riso sono in parti uguali.
Stendere un foglio di carta da forno su una teglia e versarci l'impasto, appiattendolo con un cucchiaio di legno, fino a formare uno strato omogeneo. Fare raffreddare il tutto e poi tagliarlo a cubetti da servire con caffè amaro.

mercoledì 30 luglio 2008

On my own

Ovvero: all I want is someone who can fill the hole in the life I know
Ho recentemente scoperto che Dio esiste e che veramente mi sorveglia e pensa a ciò che è meglio per me.
Il vero problema è che l'Altissimo (o chi per esso, so che i nomi con cui si fa conoscere sono infiniti quanto le Sue vie) non ragiona per nessi di causa-effetto.
Ad esempio, sapeva che stare con una certa persona mi avrebbe fatto star male? Non è che me lo fa capire, oppure mi fa provare per imparare dall'esperienza... no! Lui me lo fa desiderare fino ad arrivare al punto di fare io il primo passo e poi fa sì che l'altra persona mi rifiuti. Insomma, il risultato è lo stesso, io non sto con una persona sbagliata, ma è molto più cervellotico il procedimento per arrivarci.
Lo so che è un discorso blasfemo ma provate a rifletterci. Quante volte avete imparato dalla vita delle lezioni in modo articolato e rocambolesco? La morale deve sempre arrivare all'ultimo?
Mah, lascio un messaggio per chi sta guidando la mia vita: - paranoie; + causa-effetto, danke! (secondo me Dio parla tedesco... non so perché).
Ricettina banale, tuttavia ottima.
RISOTTO AGLI ASPARAGI
Ingredienti per persona
Punte di asparagi 180 gr
Riso basmati 65 gr
Spezie a piacere: noce moscata oppure zafferano o curry
Un cucchiaino d'olio
Sale qb
Lessare o scongelare le punte di asparagi, metterle in una padella e farle saltare con il cucchiaino d'olio e dell'acqua fino a cottura.
Cuocere il riso basmati poi versarlo nella padella insieme agli asparagi, salare e speziare il tutto. Mescolare fino a che gli ingredienti non si sono amalgamati e portare a cottura... buona diuresi!!

venerdì 25 luglio 2008

STANCA DI NASCONDERMI

Ovvero: non provate a criticarmi

Scusate cari, è da quasi un mese che non scrivo, ma appena provavo a buttar giù un post mi rendevo conto che non ne avevo voglia.
E’ difficile delineare la situazione che sto vivendo con delle parole, perciò uso quelle di un gran bel pezzo di gnocco, il bellissimo John Legend… ovviamente chi mi conosce sa a chi mi riferisco, per chi non ha mai sentito la storia che si cela dietro questa canzone… beh, non vi siete persi granché.

USED TO LOVE YOU
Maybe, it's me, maybe I bore you
But no no, it's my fault,'cause I can't afford you
Maybe baby, Puffy,Jay-z
would all be better for you
'Cause all I can do is love you
Baby when I used to love you
There's nothing that I wouldn't do
I went through the fire for you, anything you asked me to
But I tired of livin this lie
It's getting harder to justify
Realized that I just don't love you
Not like I used to
Maybe, I should rob somebody
So we could live like Whitney and Bobby
It's probably my fault, my bad, my loss
But you are above cost
'Cause all I could do was love you
Baby when I used to love you, there's nothing that I wouldn't do
I went through the fire for you, anything you asked me to
But i'm tired of living this lie
It's getting harder to justify
Realized that I just don't love you
Not like I used to
Do you remember when I used to love you
Baby no not any more,(I don't)love you
Ooohhhh, I love youAnd you're gonna miss me now
Baby when I used to love you
There's nothing that I wouldn't do,
I went through the fire for you, and i'm not gonna play the fool
No I can't live this lie, and I can't justify, and I can't make you my wife
'cause I don't love you
Not like I used to do
OH I USED TO LOVE YOU(USED TO LOVE U)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(NO NOT ANY MORE)
OH I USED TO LOVE YOU(USED TO LOVE U)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(I BET YOU MISS ME NOW)
OH I USED TO LOVE YOU(YOU'RE GONNA MISS ME NOW)
OH BUT I DON'T LOVE YOU(I BET YOU MISS ME NOW)
***altra canzone***

Ricetta ottima e abbastanza light.

POLPETTONE DELLA NONNA
Ingredienti (dosi per 4 persone)
4 cucchiaini d’olio
Scalogno 150gr
Peperoni rossi e gialli 150gr
Vitello tritato 400gr
Parmigiano grattugiato 120 gr
Pane grattugiato 150 gr
Yogurt magro 60 gr
Peperoncino a piacere
Sale e timo q.b.

Far rosolare i peperoni a pezzetti con l’olio e lo scalogno. Versare le verdure in una ciotola e impastarle insieme agli altri ingredienti. Mettere l’impasto ottenuto in uno stampo rettangolare antiaderente da forno e cuocere per circa 45 minuti.

domenica 29 giugno 2008

PERCHE’ SIA BEN CHIARO

Ovvero: diciamo tutti in coro “Orsù, basta”
But I don't want to play the part
And I don't want a taste of victory
No I don't want to read your thoughts anymore
My God...
'Cause today my heart swings
Yeah today my heart swings
Cause I've got a chance for a sweet saint life
I said I've got a dance, it moves into the night
Well I've got a plan, look forward in my eyes
But today my heart swings...
Interpol – Heinrich maneuver

Non voglio far parte di questo tuo gioco e non voglio neanche vincere, non voglio più essere costretta a leggere/sentire le tue paranoie… mioddio…
E intanto oggi il mio cuore oscilla (anche se presto sarà fermo e deciso)
Perché ho finalmente una possibilità di vivere una vita tranquilla e positiva, conosco il modo di affrontare la notte ed ho un piano, adesso guardami bene negli occhi.
Ma oggi il mio cuore oscilla.
Traduzione molto libera della Marchesa

Una ricetta di un dolcino, calorica ma non in modo esagerato, per addolcire l’amaro in bocca...
...dedicata a Iker Casillas, sogno a luci rosse delle mie notti europee, anche se mammone!

STRUDEL DI MELE
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
4 mele renette
Cannella in polvere
1 noce di burro
2 cucchiai di zucchero
Zucchero a velo

Ingredienti opzionali
Uvetta
Noci spezzettate grossolanamente
Gocce di cioccolato

In un pentolino fondere il burro con lo zucchero, unire le mele sbucciate e tagliate a cubetti, un po’ di cannella e cuocere per 10 minuti a fuoco moderato fino ad ottenere una purea.
Srotolare la pasta sfoglia, bucherellare la sfoglia con una forchetta, mettere la purea di mele al centro della sfoglia, creando una striscia di mela. Aggiungere, se gradite, le noci, l’uvetta e le gocce di cioccolato.
Chiudere la sfoglia a rotolo inumidendo leggermente i bordi della sfoglia.
Disporre su di una teglia protetta con carta da forno e cuocere in forno per 20’ a 200°C. Servire lo strudel con lo zucchero a velo.

mercoledì 18 giugno 2008

18 giugno 2000 – 18 giugno 2006

Ovvero: Auguri Simoneeeeeeee

Due date fondamentali, due giorni che non scorderò mai.
Auguri mio piccolo Simone, tu che hai reso la mia vita piena di gioia e di motivi per tener duro.
Grazie a voi che quel 18 giugno 2000 mi avete dato forza e serenità.
Ricettina mediterranea

CACIUCCO MARINO*
*Marino poiché me l’ha suggerito Vale Marino, ihihih

Ingredienti
Passata di pomodoro (2 bicchieri ogni 100gr)
Peperoncino o curry a piacere
Anelli di totano (100gr)
Olio q.b.
Ingredienti optional
Polpo
Gamberetti
Pane per le bruschette

Mettete gli anelli di totano scongelati o freschi in una casseruola e fateli saltare per 5 minuti con poco olio (un cucchiaino a persona). Se volete rendere il caciucco più ricco potete aggiungere anche pezzetti di polpo precedentemente lessato e pulito e dei gamberetti. Insaporire il pesce con del peperoncino o del curry e poi aggiungere la passata di pomodoro. Portare a cottura, tendenzialmente il piatto è pronto quando il sugo si è ben ristretto.
A parte far abbrustolire delle fette di pane che serviranno per “scarpettare” il sugo.

domenica 8 giugno 2008

Lobotomia portami via

Ovvero: le mie overdose di Interpol e serie tv

Credo che uno dei miei più grandi problemi, ma anche dei miei maggiori punti di interesse, sia l’incessante lavoro del mio cervello, un ronzio attivo 24/24h, compresa la fase sonno (non vi sto neanche a raccontare i miei sogni perché sono più complicati e articolati di un saggio filosofico).
Io riesco a crearmi il problema, sviscerarlo, immaginare un dialogo con la persona o l’ambiente che riguarda il problema, affrontare così una discussione, creare i miei punti di vista e anche quelli della controparte, battere e controbattere tutto da sola.
Ogni volta che c’è qualcosa a cui tengo che mi deve capitare il giorno dopo io passo tutta la sera a dipingermi scene in testa per ogni particolare che possa andar male, in modo da sentirmi preparata ad ogni evenienza e sapere come comportarmi se la cosa si realizzasse davvero.
Litigare con le persone è davvero arduo perché quando sono arrabbiata la mia mente si sdoppia, e se da una parte ci sono tutte le mie ragioni, dall’altra mi si fabbricano in automatico tutte le giustificazioni.
Il mio cervello si focalizza anche su cazzate, come sul perché il giochino del “se vedo la striscia di un aereo per prima allora qualcuno mi ama” non funzioni mai (se ci tenete a saperlo è perché è praticamente impossibile vedere per prima la striscia in una normale città come Torino dove ci sono circa 900 mila persone di passaggio o residenti e di cui almeno una buona fetta ha la possibilità di vedere il cielo nello stesso momento in cui lo stai vedendo tu).

Avrete dunque capito che cazzo di casino c’è nella mia testa e sono sicura che vi chiederete come ho fatto fino adesso a non andare in overload.

La risposta è che ci sono andata molte volte, arrivando a crisi di panico, gastriti e ultimamente (per non farsi mancare nulla) asma incessante che dura giorni interi.
Nel corso degli anni ho sviluppato diversi modi per “svuotarmi” il cervello, per dare un po’ di pace ai miei neuroni impazziti. Uno di questi, forse il più efficace ma anche il più dannoso, era il cibo. Pensare a cosa avrei mangiato mi infondeva una sicurezza e una pace incredibile. Mi svegliavo in piena notte con il solo pensiero di mandar giù qualcosa e tutto era passato, tutto era calmo e tranquillo.
Ovviamente questo meccanismo ha creato notevoli problemi al mio fisico, quindi sono dovuta passare ad altri modi per entrare in una sorta di modalità stand by per il cervello, ad un livello di lobotomia che permetta alla mia testa di riposare, di razionalizzare e riordinare le idee.
E qui entrano in scena le serie tv.
Io sono un’appassionata di serie tv, ne guardo molte, le “compro” da Internet, me le faccio passare etc etc.
Mi piace far nottata con dosi massicce di episodi, soprattutto con il Dr House, Lost, ma anche cose più leggere come Scrubs e Will e Grace.
Vedere i problemi dei personaggi, immedesimarmi nelle loro storie mi distoglie un po’ dalla mia realtà ed empatizzare con le loro paturnie mi permette al tempo stesso di sfogare la mia tendenza masochista di voler sempre cercare di sfrucugliare le situazioni e di prenderne distanza… alla fine non è mai la mia vita, e anche se va di merda la storia io sono al sicuro e salva, non tocca a me risolvere quel casino.

Una delle serie tv che riesce di più a farmi staccare il cervello è Grey’s Anatomy.
Attenzione, non fraintendetemi, a me fa proprio schifo Grey’s Anatomy.
Lo trovo stucchevole, irreale, i personaggi sono caricature, ma su di me ha più effetto di un acido, mi azzera ogni pensiero. Mi metto davanti allo schermo e subisco passivamente tutte le lamentele di quella slavata anoressica che tenta il suicidio perché è troppo figa, sta con quel piacione di Patrick Dempsey, è laureata e fa il lavoro per cui ha studiato, ha una mega villa che divide con amici che le stanno vicini e non la mandano mai a fanculo come si meriterebbe. Ok, è vero, la madre ha l’alzehimer e non l’ha mai appoggiata né approvata né fatta sentire amata… bimba bella, mettiti in fila… mia madre lo fa in continuazione e non avendo nessuna malattia se non un innato schifo per se stessa, riesce ad avere la lucidità giusta di sfracanarmi le palle ogni volta che ci sentiamo.
Non so spiegarvi come mai ma tutto questo mi permette di staccare la spina, godermi un’oretta di meritato riposo e sfogare le mie frustrazioni odiando quella troietta con tutte le mie forze.

Quando invece ho qualcosa a cui pensare di davvero importante, qualcosa a cui tengo molto e che mi occupa troppo la testa o il cuore allora c’è solo una cosa che mi dà pace… gli Interpol.
Non so se li conoscete, se non vi piacciono probabilmente penserete che le loro canzoni in fondo in fondo si assomigliano un po’ tutte, che la voce del cantante, nasale e strascicata, sia un po’ fastidiosa, etc etc., ma ogni volta che io ascolto brani come “Evil”, “Slow hands”, “Obstacle 1 e 2”, “No I in threesome” non posso far a meno di entrare in un mondo parallelo, teso ed etereo, che crea in me la situazione ideale per mettere a posto le mie faccende, per sistemare le cose, per decidere il da farsi. A febbraio sono riuscita ad ascoltare in loop per circa 2 ore la stessa canzone, finché non sono uscita dalla trance estatica in cui la loro musica mi getta. Questo post è stato pensato e scritto durante una sessione da circa 1 ora di “Evil” messa e rimessa in continuazione.

Perché raccontarvi tutto questo? Non so, devo solo soffrire io delle mie paranoie?

Con questa riflessione chiudo questo post abbastanza inutile e vi regalo una ricettina leggera, soprattutto se rinunciate al marsala… anche se è proprio un peccato perché è un po’ l’anima del piatto.

STRACCETTI ALLA RUCOLA
Ingredienti
Vitello o bovino 100gr a persona
Rucola (150 gr a persona)
Marsala (1 bicchierino piccolo a persona)
Olio e sale q.b.

Tagliare a listarelle il vitello o il bovino, farle saltare in una padella con un cucchiaino d’olio fino a far rosolare la carne. Quando la carne è dorata da ogni lato, salare e abbassare la fiamma, aggiungere la rucola precedentemente lavata e il marsala per farla appassire, portare tutto a cottura e servire.