> Chiacchiere in cucina...: giugno 2008

Chiacchiere in cucina... dove la paranoia è regina

Ricette e riflessioni di una donna con la gonna.

domenica 29 giugno 2008

PERCHE’ SIA BEN CHIARO

Ovvero: diciamo tutti in coro “Orsù, basta”
But I don't want to play the part
And I don't want a taste of victory
No I don't want to read your thoughts anymore
My God...
'Cause today my heart swings
Yeah today my heart swings
Cause I've got a chance for a sweet saint life
I said I've got a dance, it moves into the night
Well I've got a plan, look forward in my eyes
But today my heart swings...
Interpol – Heinrich maneuver

Non voglio far parte di questo tuo gioco e non voglio neanche vincere, non voglio più essere costretta a leggere/sentire le tue paranoie… mioddio…
E intanto oggi il mio cuore oscilla (anche se presto sarà fermo e deciso)
Perché ho finalmente una possibilità di vivere una vita tranquilla e positiva, conosco il modo di affrontare la notte ed ho un piano, adesso guardami bene negli occhi.
Ma oggi il mio cuore oscilla.
Traduzione molto libera della Marchesa

Una ricetta di un dolcino, calorica ma non in modo esagerato, per addolcire l’amaro in bocca...
...dedicata a Iker Casillas, sogno a luci rosse delle mie notti europee, anche se mammone!

STRUDEL DI MELE
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
4 mele renette
Cannella in polvere
1 noce di burro
2 cucchiai di zucchero
Zucchero a velo

Ingredienti opzionali
Uvetta
Noci spezzettate grossolanamente
Gocce di cioccolato

In un pentolino fondere il burro con lo zucchero, unire le mele sbucciate e tagliate a cubetti, un po’ di cannella e cuocere per 10 minuti a fuoco moderato fino ad ottenere una purea.
Srotolare la pasta sfoglia, bucherellare la sfoglia con una forchetta, mettere la purea di mele al centro della sfoglia, creando una striscia di mela. Aggiungere, se gradite, le noci, l’uvetta e le gocce di cioccolato.
Chiudere la sfoglia a rotolo inumidendo leggermente i bordi della sfoglia.
Disporre su di una teglia protetta con carta da forno e cuocere in forno per 20’ a 200°C. Servire lo strudel con lo zucchero a velo.

mercoledì 18 giugno 2008

18 giugno 2000 – 18 giugno 2006

Ovvero: Auguri Simoneeeeeeee

Due date fondamentali, due giorni che non scorderò mai.
Auguri mio piccolo Simone, tu che hai reso la mia vita piena di gioia e di motivi per tener duro.
Grazie a voi che quel 18 giugno 2000 mi avete dato forza e serenità.
Ricettina mediterranea

CACIUCCO MARINO*
*Marino poiché me l’ha suggerito Vale Marino, ihihih

Ingredienti
Passata di pomodoro (2 bicchieri ogni 100gr)
Peperoncino o curry a piacere
Anelli di totano (100gr)
Olio q.b.
Ingredienti optional
Polpo
Gamberetti
Pane per le bruschette

Mettete gli anelli di totano scongelati o freschi in una casseruola e fateli saltare per 5 minuti con poco olio (un cucchiaino a persona). Se volete rendere il caciucco più ricco potete aggiungere anche pezzetti di polpo precedentemente lessato e pulito e dei gamberetti. Insaporire il pesce con del peperoncino o del curry e poi aggiungere la passata di pomodoro. Portare a cottura, tendenzialmente il piatto è pronto quando il sugo si è ben ristretto.
A parte far abbrustolire delle fette di pane che serviranno per “scarpettare” il sugo.

domenica 8 giugno 2008

Lobotomia portami via

Ovvero: le mie overdose di Interpol e serie tv

Credo che uno dei miei più grandi problemi, ma anche dei miei maggiori punti di interesse, sia l’incessante lavoro del mio cervello, un ronzio attivo 24/24h, compresa la fase sonno (non vi sto neanche a raccontare i miei sogni perché sono più complicati e articolati di un saggio filosofico).
Io riesco a crearmi il problema, sviscerarlo, immaginare un dialogo con la persona o l’ambiente che riguarda il problema, affrontare così una discussione, creare i miei punti di vista e anche quelli della controparte, battere e controbattere tutto da sola.
Ogni volta che c’è qualcosa a cui tengo che mi deve capitare il giorno dopo io passo tutta la sera a dipingermi scene in testa per ogni particolare che possa andar male, in modo da sentirmi preparata ad ogni evenienza e sapere come comportarmi se la cosa si realizzasse davvero.
Litigare con le persone è davvero arduo perché quando sono arrabbiata la mia mente si sdoppia, e se da una parte ci sono tutte le mie ragioni, dall’altra mi si fabbricano in automatico tutte le giustificazioni.
Il mio cervello si focalizza anche su cazzate, come sul perché il giochino del “se vedo la striscia di un aereo per prima allora qualcuno mi ama” non funzioni mai (se ci tenete a saperlo è perché è praticamente impossibile vedere per prima la striscia in una normale città come Torino dove ci sono circa 900 mila persone di passaggio o residenti e di cui almeno una buona fetta ha la possibilità di vedere il cielo nello stesso momento in cui lo stai vedendo tu).

Avrete dunque capito che cazzo di casino c’è nella mia testa e sono sicura che vi chiederete come ho fatto fino adesso a non andare in overload.

La risposta è che ci sono andata molte volte, arrivando a crisi di panico, gastriti e ultimamente (per non farsi mancare nulla) asma incessante che dura giorni interi.
Nel corso degli anni ho sviluppato diversi modi per “svuotarmi” il cervello, per dare un po’ di pace ai miei neuroni impazziti. Uno di questi, forse il più efficace ma anche il più dannoso, era il cibo. Pensare a cosa avrei mangiato mi infondeva una sicurezza e una pace incredibile. Mi svegliavo in piena notte con il solo pensiero di mandar giù qualcosa e tutto era passato, tutto era calmo e tranquillo.
Ovviamente questo meccanismo ha creato notevoli problemi al mio fisico, quindi sono dovuta passare ad altri modi per entrare in una sorta di modalità stand by per il cervello, ad un livello di lobotomia che permetta alla mia testa di riposare, di razionalizzare e riordinare le idee.
E qui entrano in scena le serie tv.
Io sono un’appassionata di serie tv, ne guardo molte, le “compro” da Internet, me le faccio passare etc etc.
Mi piace far nottata con dosi massicce di episodi, soprattutto con il Dr House, Lost, ma anche cose più leggere come Scrubs e Will e Grace.
Vedere i problemi dei personaggi, immedesimarmi nelle loro storie mi distoglie un po’ dalla mia realtà ed empatizzare con le loro paturnie mi permette al tempo stesso di sfogare la mia tendenza masochista di voler sempre cercare di sfrucugliare le situazioni e di prenderne distanza… alla fine non è mai la mia vita, e anche se va di merda la storia io sono al sicuro e salva, non tocca a me risolvere quel casino.

Una delle serie tv che riesce di più a farmi staccare il cervello è Grey’s Anatomy.
Attenzione, non fraintendetemi, a me fa proprio schifo Grey’s Anatomy.
Lo trovo stucchevole, irreale, i personaggi sono caricature, ma su di me ha più effetto di un acido, mi azzera ogni pensiero. Mi metto davanti allo schermo e subisco passivamente tutte le lamentele di quella slavata anoressica che tenta il suicidio perché è troppo figa, sta con quel piacione di Patrick Dempsey, è laureata e fa il lavoro per cui ha studiato, ha una mega villa che divide con amici che le stanno vicini e non la mandano mai a fanculo come si meriterebbe. Ok, è vero, la madre ha l’alzehimer e non l’ha mai appoggiata né approvata né fatta sentire amata… bimba bella, mettiti in fila… mia madre lo fa in continuazione e non avendo nessuna malattia se non un innato schifo per se stessa, riesce ad avere la lucidità giusta di sfracanarmi le palle ogni volta che ci sentiamo.
Non so spiegarvi come mai ma tutto questo mi permette di staccare la spina, godermi un’oretta di meritato riposo e sfogare le mie frustrazioni odiando quella troietta con tutte le mie forze.

Quando invece ho qualcosa a cui pensare di davvero importante, qualcosa a cui tengo molto e che mi occupa troppo la testa o il cuore allora c’è solo una cosa che mi dà pace… gli Interpol.
Non so se li conoscete, se non vi piacciono probabilmente penserete che le loro canzoni in fondo in fondo si assomigliano un po’ tutte, che la voce del cantante, nasale e strascicata, sia un po’ fastidiosa, etc etc., ma ogni volta che io ascolto brani come “Evil”, “Slow hands”, “Obstacle 1 e 2”, “No I in threesome” non posso far a meno di entrare in un mondo parallelo, teso ed etereo, che crea in me la situazione ideale per mettere a posto le mie faccende, per sistemare le cose, per decidere il da farsi. A febbraio sono riuscita ad ascoltare in loop per circa 2 ore la stessa canzone, finché non sono uscita dalla trance estatica in cui la loro musica mi getta. Questo post è stato pensato e scritto durante una sessione da circa 1 ora di “Evil” messa e rimessa in continuazione.

Perché raccontarvi tutto questo? Non so, devo solo soffrire io delle mie paranoie?

Con questa riflessione chiudo questo post abbastanza inutile e vi regalo una ricettina leggera, soprattutto se rinunciate al marsala… anche se è proprio un peccato perché è un po’ l’anima del piatto.

STRACCETTI ALLA RUCOLA
Ingredienti
Vitello o bovino 100gr a persona
Rucola (150 gr a persona)
Marsala (1 bicchierino piccolo a persona)
Olio e sale q.b.

Tagliare a listarelle il vitello o il bovino, farle saltare in una padella con un cucchiaino d’olio fino a far rosolare la carne. Quando la carne è dorata da ogni lato, salare e abbassare la fiamma, aggiungere la rucola precedentemente lavata e il marsala per farla appassire, portare tutto a cottura e servire.

martedì 3 giugno 2008

Make your own kind of music

Ovvero: bozzolando a spallate

Ci sono cose che più le vivi meno le sopporti.
Come quelle che vengono a lavoro (o in una qualsiasi sala studio universitaria) e devono per forza indossare il tanga e i pantaloni a vita bassa, passando metà del tempo a lamentarsi perché gli uomini fanno capannello dietro la loro scrivania.
Come tutte le pubblicità della Lines in cui noi donne siamo dipinte come delle specie di animali celebrolesi.
Come quelli che ti chiedono come stai, pur non volendolo sapere.
Come una qualsiasi delle speaker di RTL 102.5, che hanno voci fastidiose come punti neri sul culo, in particolare quelle che sforzano l’accento in inglese.
Come Paola Maugeri, senza commento.
Come quelli che tu gli confidi una cosa e il giorno dopo lo sa il mondo intero.

Ma è bello nonostante tutto svegliarsi al mattino ed essere contenti, tirare su le tapparelle e gioire di un lampo di sole che ti scalda le ossa.
A spallate sto uscendo dal mio bozzolo di cattivo umore.
E scoprire che sai cucinarti una pasta che ti abbassa la circonferenza cosce… beh, è il massimo.

FARFALLE ZUCCHINE E GAMBERETTI
Ingredienti
Farfalle 80gr (consiglio i “piccolini” Barilla, che sembrano di più)
1 zucchina piccola
100 gr di gamberetti (surgelati o freschi)
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino d’olio e sale q.b.

Far saltare in padella con il cucchiaino d’olio i gamberetti (farli scongelare prima se non sono freschi) per 5 minuti a fiamma viva, aggiungere le zucchine mondate e tagliate a pezzetti, abbassare la fiamma e lasciar cuocere aggiungendo un po’ d’acqua in modo che non si attacchino.
Quando sono quasi pronti aggiungere lo zafferano, un po’ di sale e terminare la cottura.
Nel frattempo lessare le farfalle in acqua salata, scolarle e versarle nella padella con zucchine e gamberetti. Mescolare bene per far amalgamare il sugo alla pasta, spadellare e servire.